Negli ultimi due anni, molte, se non la maggior parte delle comunità religiose, hanno vagato come anime perse in un deserto. Esiliate dai luoghi di culto a causa delle restrizioni e dei regolamenti COVID-19, il ritiro delle congregazioni nel cyberspazio all’inizio della pandemia è stato quasi universale. Insieme a loro si sono unite istituzioni di istruzione superiore, imprese e scuole pubbliche.

Le comunità ora sono alla ricerca di modi per riempire le chiese che si sono svuotate. Ma molti stanno invece anche cercando modi per stabilire una presenza permanente nel cyberspazio. Muoversi oltre il varco e offrirsi di mettere a disposizione uno spazio in una nuova chiesa, la chiesa di Meta: quella di Mark Zuckerberg. Il recente calo degli utenti, il drastico calo del valore delle azioni Meta e la scomparsa della sua valuta Diem non sembrano aver dissuaso Zuckerberg dal suo ambizioso obiettivo di incorporare i fedeli nel suo metaverso.

Come ha spiegato Elizabeth Dias in un recente articolo del New York Times,Facebook sta plasmando il futuro dell’esperienza religiosa stessa, come ha già fatto per la vita politica e sociale“.

In cambio dell’aiuto per “rimodellare” le esperienze religiose, Facebook offre applicazioni progettate per aumentare i profitti delle chiese. Come osserva la Dias, Hillsong, una megachiesa protestante trasmetterà in streaming i suoi servizi esclusivamente sulla piattaforma di Meta. Lei aggiunge:

“(…)La Chiesa di Dio in Cristo… una confessione che conta circa sei milioni di membri in tutto il mondo, ha recentemente ricevuto l’accesso a molte delle funzionalità di monetizzazione di Facebook, offrendo alla chiesa nuovi flussi di entrate.

Hanno deciso di provare due strumenti di Facebook: abbonamenti in cui gli utenti pagano, ad esempio, $ 9,99 al mese e ricevono contenuti esclusivi, come i messaggi del vescovo; e un altro strumento per i fedeli che guardano i servizi online per inviare donazioni in tempo reale. I leader della chiesa hanno deciso questo piuttosto che una terza via, ovvero, la pubblicità durante i  video. (…)”

Per soli $ 9,99 al mese, un abbonato può avere accesso a un piano spirituale superiore non disponibile per coloro che non pagano la quota. Almeno per ora, come osserva il comico e commentatore Russell Brand, i parrocchiani possono essere sollevati dal fatto che i servizi religiosi in streaming video non saranno interrotti da pubblicità di assicurazioni sulla vita, bare o prodotti per l’incontinenza.

Ma Brand allude anche a un problema più grande: la tentazione di permettere a Meta di trarre profitto dalle pratiche spirituali dei fedeli, comprese le loro preghiere e il culto.

Le stesse parole di Zuckerberg sugli obiettivi di Meta dovrebbero essere un avvertimento. In un’intervista per la rivista The Verge, Zuckerberg ha chiarito che il suo metaverso ha una visione del mondo distinta su “come è governato lo spazio virtuale, come i suoi contenuti sarebbero moderati e cosa provocherebbe la sua esistenza al nostro senso condiviso della realtà”. Parla di “diffondere informazioni autorevoli, rimuovere i contenuti che potrebbero causare “danni imminenti” e segnalare la “disinformazione” , nonchè identificare i contenuti dannosi”.

Riassume il tutto in questo modo: “Per avere una società coesa, devi altresì avere una base condivisa di valori e una certa comprensione del mondo e dei problemi che tutti affrontiamo insieme“.

Traduzione: Gli “standard comunitari” di Meta fanno parte di una visione del mondo coesa che sostituisce la visione del mondo della chiesa cristiana. La verità è che il Meta di Zuckerberg si appoggia a una visione del mondo laica di sinistra che si oppone alle religioni tradizionali, ma non si oppone a fare soldi con le loro organizzazioni. La devozione dei parrocchiani è quindi un mezzo per Meta per ottenerne un guadagno in denaro.

Qualsiasi chiesa (o altra istituzione) che abbraccia il sistema di valori di Meta e crede nel fare soldi con le pratiche spirituali, rischia di vendere la sua anima. C’è una parola di avvertimento per le chiese che si affrettano a raccogliere benefici monetari da Meta. La definizione di tale pratica è “simonia”, ovvero un sistema per guadagnare con pratiche spirituali, uffici e sacramenti.

Il termine trova la sua origine nella storia di Simone Mago, che offrì denaro a Pietro in cambio dei doni dello Spirito Santo (At 8). La pratica della simonia è vietata dal diritto canonico cattolico, che vieta la compravendita di qualsiasi beneficio o ufficio spirituale. Fu la pervasività della simonia che portò alla riforma del papato nell’XI secolo.

La simonia non è stata certo una pratica della sola Chiesa cattolica. Anche le chiese protestanti sono state colpevoli. La maggior parte dei protestanti è consapevole e rispetta le pratiche losche e disgustose che includono la vendita di panni per la preghiera, olio per l’unzione e acqua santa del Giordano, che si suppone portino a chi le utilizza guarigioni miracolose. (…)

Per dirla in altro modo, FB è gestito da opportunisti con la mentalità di Simon Magus, che voleva la sua magia combinata con il potere spirituale per avanzare e fare soldi. Meta è uno strumento laico per una rivoluzione ideologica che vuole assorbire ogni altra fede, cambiando irrevocabilmente la natura della Chiesa come ha tentato di cambiare la politica e l’interazione sociale.

Il “rimodellamento” dell’esperienza religiosa da parte di Meta verrebbe probabilmente fatto come viene fatto attualmente alla politica, al comportamento sociale e all’etica: richiami al pensiero trasgressivo, schiaffi sulle dita per “incitamento all’odio”, esilio di diversi mesi da Meta per violazione degli “standard comunitari”.

A ciò si aggiunge l’assiduo “controllo dei fatti” di cui sopra sul contenuto del sermone e un attento esame dei testi biblici cui manca il cosiddetto contesto. (vi ricorda nulla?)  I leader possono essere spinti a riflettere meglio i valori sociali e l'”uguaglianza” della comunità, nonché a porre rimedio allo “squilibrio di genere” e al “razzismo”.

L’impresa di FB potrebbe alla fine vacillare e l’impresa alla fine potrebbe non reggere ed essere smantellata, ma il tentativo di mettere il messaggio di un’istituzione ed il suo funzionamento interno nelle mani di piattaforme di cultura dell’annullamento e antireligiose rimane. (…)

Tutte le denominazioni dovrebbero impegnarsi nuovamente in riforme incentrate sulla ricostituzione di comunità reali in edifici reali. Dovrebbero impegnarsi nelle esperienze tangibili dei sacramenti e nella predicazione della Parola a veri e propri gruppi di persone.

L’idea di una matrice universale in cui tutti vivono, si muovono e si vedono è un sogno persistente di fantascienza, libri e film allo stesso modo. Tale matrice è un concetto gnostico in definitiva irrealizzabile e astratto che si è dimostrato e continuerà a rivelarsi devastante per l’autentica vita spirituale.

Le chiese affascinate dall’opportunità di essere attori nel metaverso, seppur con tutti gli innegabili vantaggi che offre, mostrano di dimenticare quello che si chiama più realisticamente Regno di Dio.

Rivelano anche di aver dimenticato la tentazione di Cristo, a cui furono offerti i regni del mondo se si fosse piegato ad adorare il Diavolo. Le diverse confessioni devono resistere al richiamo del metaverso, che falsamente promette enormi opportunità di ricchezza, evangelizzazione e innovazione in cambio dell’adorazione di altri dei.

Le chiese possono pensare di avere molto da guadagnare unendosi al regno di Meta, ma in realtà potrebbero proprio perdere la loro anima.

di Fay Voshell, traduzione Martina Giuntoli

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