Balle. Tutte balle quelle sul gas americano che ci salverà sostituendo quello russo. Gli Stati Uniti non hanno gas da esportare in Italia e nell’Unione Europea. Se anche lo avessero, o se anche lo avesse qualcun altro, in ogni caso non esistono le infrastrutture per importarlo nell’UE. Si tratta infatti di gas liquefatto, oltretutto stracaro, che bisogna fare arrivare via nave e trattare nei rigassificatori. L’UE non possiede una capacità di rigassificazione sufficiente a rimpiazzare il gas russo. I rigassificatori, ovviamente, non si costruiscono dalla sera alla mattina.

Gli USA hanno indotto l’UE ad applicare contro la Russia le famose sanzioni, che finora non hanno colpito il gas. Però, per difendersi dalle sanzioni, la Russia vuole che l’UE le paghi il gas in rubli. Cosa che salvo botte di buonsenso dei governanti non avverrà. A quel punto Putin verosimilmente chiuderà il rubinetto. Si dice che gli Stati Uniti ci salveranno. Non è minimamente vero.

L’anno scorso, l‘UE ha importato dalla Russia circa 150 miliardi di metri cubi di gas, che viaggia via gasdotti. Ieri, 24 marzo, il presidente USA Biden ha promesso l’arrivo nell’UE di gas liquefatto statunitense per 15 miliardi di metri cubi. I grandi media presentano la cosa come se fosse un nuovo piano Marshall, come se fosse un gesto in grado di “affrancare da Mosca” l’Unione Europea.

Balle. Manca uno zero. Quel gas è un decimo della quantità che servirebbe. Da notare poi che Biden non ha fatto accenno al prezzo. Il gas liquefatto deve essere raffreddato fino a farlo diventare appunto liquido. Bisogna caricarlo su una nave che attraversa l’Oceano mantenendolo liquido e freddo. E all’arrivo bisogna trasformarlo di nuovo in gas. Tutte operazioni energivore e costose che non servono per il gas recapitato attraverso i gasdotti.

Ma supponiamo che per “affrancarsi da Mosca” l’UE non voglia badare a spese, anche se poi quelle spese le paghiamo noi cittadini. Gli Stati Uniti hanno una quantità di gas sufficiente a sostituire quello russo nell’UE? No. Neanche per sogno.

Gli Stati Uniti producono un pochino di gas in più rispetto a quanto ne consumano: ma proprio poco. Il surplus annuo è pari a circa 10,5 miliardi di metri cubi. Cioè una quantità addirittura inferiore a quella che lo Zio Sam ora promette.

Il grafico qui sotto su importazione ed esportazione di gas negli USA viene dall’EIA, l’agenzia per l’energia del Governo statunitense. Indica un’importazione netta col segno “-” davanti: ossia un’esportazione netta, che però è davvero misera. L’unità di misura sono i piedi cubi anziché i metri cubi: ma basta fare l’equivalenza.

esportazione netta gas stati uniti

Appunto: gli Stati Uniti nel 2021 hanno registrato un’esportazione netta di gas pari a 368 miliardi di piedi cubi, cioè circa 10, 5 miliardi di metri cubi. Oltretutto l’esportazione netta è in discesa vertiginosa.

Immaginiamo ora che lo Zio Sam trovi da qualche parte il gas liquefatto da fare arrivare in Europa. La capacità di rigassificazione dell’intera Unione Europea è pari a 157 miliardi di metri cubi circa all’anno: in teoria, una quantità lievemente superiore alle importazioni di gas russo. In pratica, la capacità di rigassificazione è già usata per oltre la metà. Nel 2021, l’UE ha importato circa 80 miliardi di metri cubi di gas liquefatto. Venivano da Stati Uniti, Qatar, Russia (sì, di nuovo la Russia), Nigeria.

Al massimo, ma proprio al massimissimo, in un anno possono arrivare nell’UE solo altri 77 miliardi di metri cubi di gas liquefatto. Un po’ pochino per rimpiazzarne 150.

GIULIA BURGAZZI

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