di Antonio di Siena.

Da Goebbels a Hollywood passando per Mussolini, da sempre la propaganda si è servita del cinema per veicolare in modo capillare il pensiero che si voleva imporre come dominante. E questo nella piena convinzione che lo strumento cinematografico sia uno dei più efficaci in assoluto per raggiungere tale scopo.
La circostanza che, esattamente come la notte degli Oscar, la cerimonia del David sia diventata la sagra dell’autocelebrazione della piddinità che premia piddini (più o meno consapevoli e per altro, spesso e volentieri, figli o parenti di altri e ben più influenti piddini) non dovrebbe pertanto meravigliare più di tanto.
Alla stregua dei partiti di vera opposizione, infatti, tutti gli strumenti culturali contronarrativi sono stati scientemente depotenziati fino all’irrilevanza. E il processo di adeguamento al pensiero unico marcia sempre più spedito, spesso con la complicità attiva di quanti quel pensiero dovrebbero ostacolare o quantomeno criticizzare. Ma nessuno stupore nemmeno in questo caso. D’altronde, come diceva Majakovskij, in una nave che affonda gli intellettuali sono i primi a fuggire. Subito dopo i topi e molto prima delle puttane.

You may also like

Biden, Urano ed io

di Pino Cabras. La realtà supera sempre l’immaginazione. Lo scorso 4 luglio, per presentare le funzioni cognitive dell’imperatore rincitrullito, avevo ...

Comments are closed.