Un think tank neocon consiglia pubblicamente al presidente Usa Joe Biden di dare l’atomica all’Ucraina. Con questo, è diventata tragicamente chiara una cosa. Ormai la guerra non è solo una questione esistenziale per la Russia: è diventata tale anche per noi europei. Ma se la Russia si gioca l’esistenza geopolitica, noi europei ci giochiamo l’esistenza in sé. Proprio la vita. A meno di non uscire dal conflitto e di schierarci per la pace.

“L’ATOMICA ALL’UCRAINA”

L’invito a dare l’atomica all’Ucraina porta la data di venerdì 9 giugno 2023 e la firma di Michael Rubin. L’ha pubblicato l’American Enterprise Institute, un’organizzazione che si occupa di analisi e ricerche politiche in un’ottica ultraliberista, occidentalista ed americanista. Rubin, che ha un passato nel Pentagono, ne è collaboratore da lunga data.

Ecco il suo ragionamento, ridotto ai minimi termini. Per non perdere la guerra in Ucraina, la Russia potrebbe usare le armi nucleari tattiche. Ma proprio come durante la Guerra Fredda, il modo migliore per impedire l’uso delle armi nucleari è dimostrare la volontà di usarle. Gli Stati Uniti hanno armi nucleari perché esse costituiscono un deterrente nei confronti di altri Stati che le possiedono. L’Ucraina dovrebbe avere il medesimo diritto.

Fin qui Rubin. Le sue parole si iscrivono nell’escalation in corso da 16 mesi.

L’ESCALATION IN UCRAINA

Nei primi giorni della guerra, ricordate?, in Europa si discuteva se mandare all’Ucraina elmetti, giubbotti antiproiettile e magari armi difensive. Ora l’Ucraina ha già ottenuto interi arsenali, ha chiesto l’atomica e sta per ricevere gli F16: questi aerei da combattimento sono fra i pochi in grado di lanciarla. Inoltre ormai si parla apertamente di inviare in Ucraina anche soldati europei.

Secondo il professor Alessandro Orsini, proprio l’Italia si prepara mandare uomini al fronte e all’interno del Pd il regista dell’operazione sarebbe Stefano Bonaccini. Orsini l’ha scritto oggi, lunedì 12 giugno 2023. È uno studioso che riesce a vedere i fenomeni storici nella loro complessità e a cogliere gli indizi della loro evoluzione. Al di là di qualche personale esternazione, come il suo “Schlein, non mollare. Tu appartieni al movimento pacifista”, le sue parole si sono rivelate spesso profetiche.

In questa costante escalation, tutte le volte che l’Occidente ha alzato il tiro la Russia ha tenuto botta senza indietreggiare. Del resto, una cosa era chiara anche prima dell’inizio della guerra: per la Russia, impedire l’allargamento verso Est della Nato costituisce una questione geopolitica esistenziale. Non può perdere. D’altro canto, per gli Stati Uniti – che dall’altra sponda dell’Atlantico tirano le fila europee – è in gioco il loro ruolo di Unica Grande Potenza Mondiale, al quale sono ancorati dalla fine della Seconda guerra mondiale.

L’ATOMICA, LE PROSPETTIVE

La questione geopolitica non riguarda l’Europa, ma l’escalation che ne è scaturita avviene in Europa e grazie a molti soldi europei ed italiani. Finora si è trattato di soldi, e scusate se è poco: ma adesso si parla di uomini e di armi nucleari. Gli Stati Uniti le manderebbero all’Ucraina ed esse verrebbero impiegate in Europa. Non necessariamente nella sola Ucraina, oltretutto. La Russia è una grande potenza nucleare e i Paesi che appoggiano l’Ucraina non hanno motivi per sentirsi al sicuro. Al sicuro, invece, resterebbero gli Stati Uniti.

Dovrebbe saperlo, l’Europa, in quale considerazione la tiene Washington. L’ha fatto sapere Victoria Nuland,  l’esponente di alto livello del Dipartimento di Stato statunitense che distribuiva dolci durante Euromaidan, le manifestazioni violente del 2014 che hanno portato all’insediamento in Ucraina di un regime filo Ue, filo Usa e filo Nato. Fuck the Eu, si fotta l’Unione Europea, disse Victoria Nuland discutendo al telefono con l’ambasciatore statunitense in Ucraina del governo da dare al Paese subito dopo Euromaidan.

Ecco, sembra che si avvicini lo stadio finale del Fuck the Eu. Di fronte alla prospettiva dei funghi atomici, i cittadini, i governi, l’Unione Europea dovrebbero pur domandarsi se è nel loro interesse fare quella fine.

GIULIA BURGAZZI

You may also like

Joe, la stupidità e The Donald

di Ingrid Atzei.   Ieri l’altro, è cronaca, qualcuno ben addestrato – non certo il defunto occhialuto Thomas Matthew Crooks ...

Guerra civile?

di Pierluigi Fagan. Intervistato da RaiNews24 sull’attentato a Trump, sono andato a rivedermi un po’ di dati prima dell’intervento. Popolazione ...

Europa continente occupato

di Pino Cabras. La notizia secondo cui Washington ha deciso un drammatico programma di riarmo con lo schieramento in Germania ...

Comments are closed.