L’Arabia Saudita ha iniziato a recitare il Requiem per il petrodollaro. Se ha ragione Emmanuel Todd, si tratta di un evento di importanza capitale.

Secondo Todd, storico e politologo, in Ucraina è infatti iniziata la Terza guerra mondiale, nella quale gli Stati Uniti si giocano il controllo finanziario e monetario sul mondo. Sempre secondo lui, non possono permettersi di essere sconfitti perché gli scambi internazionali in dollari sono l’indispensabile puntello del loro deficit commerciale.

In quest’ottica, il Requiem equivale ad una grande battaglia perduta. L’Arabia Saudita finora è stata il pilastro del petrodollaro, cioè dell’uso del dollaro per il commercio del petrolio. Era inoltre in rapporti così stretti con gli Usa da sembrare quasi un protettorato.

LE PAROLE DEL MINISTRO SAUDITA

Un cambio di casacca annusando il vento che tira? In ogni caso ieri, martedì 17 gennaio 2023, il ministro saudita delle Finanze, Mohammed Al-Jadaan, ha detto in un’intervista alla prestigiosa testata economica Bloomberg che il Paese “è aperto alla discussione” sull’uso di una moneta diversa dal dollaro per gli scambi.

Il ministro ha concesso l’intervista a Davos, nientepopodimeno, durante il World Economic Forum che raduna l’élite dell’Occidente a trazione statunitense. C’era anche lui: ma le sue parole hanno il suono di uno sganassone. In traduzione:

Non ci sono problemi a discutere come stipulare i nostri accordi commerciali: se in dollari statunitensi, in euro o con il riyal saudita.

I BRICS VOGLIONO SCAMBI PIÙ EQUI

Quasi contemporaneamente i Brics hanno ribadito di volere un alternativa al dollaro. I Brics comprendono Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa: economie emergenti che valgono un quarto del Pil mondiale. Oggi, mercoledì 18 gennaio 2023, ha parlato a loro nome il ministro sudafricano degli Esteri, Naledi Pandor.

Il ministro ha constatato che l’architettura dei pagamenti internazionali basata sul dollaro rappresenta un onere notevole per i Paesi più poveri. Di conseguenza, ha detto, i Brics stanno cercando il modo per sviluppare un sistema di scambi più equo ed in grado di aggirare il dollaro.

GIULIA BURGAZZI