Forse é davvero giunto il momento tanto atteso, quello di conoscere gli accordi segreti che le case farmaceutiche hanno stipulato con i singoli governi e con l’Unione Europea, accordi figli di quella strana e perversa logica secondo cui il farmaco lo si impone dall’alto, e deve restare interamente a scatola chiusa.

Forse é davvero giunto il momento, persino a dispetto di tutti gli SMS cancellati o comunque non più disponibili per la Commissione Europea tra Ursula Von Der Leyen e la Pfizer, visto che come disse il numero uno del colosso farmaceutico Albert Bourla, la compravendita dei vaccini Pfizer per l’Europa sarebbe avvenuta in buona misura tramite uno scambio di messaggini tra lady Sofà e lo stesso Bourla.

Questo stato delle cose, oggi davvero potrebbe subire uno scossone, e potrebbe essere finalmente possibile la ricostruzione dello puzzle spazio temporale degli eventi.

Ci provano le Isole Baleari, quindi la Spagna, e chissà che la sorte e l’estrema determinazione non siano loro favorevoli. Già una prima vittoria l’hanno portata a casa, ottenendo un’ordinanza della Corte Superiore.

La Corte Superiore di Giustizia delle Isole Baleari, infatti, dietro richiesta legale dell’Associazione spagnola per la difesa dei diritti umani che porta il nome di Liberum, insieme a ben 549 cittadini, ha stabilito che quanto da loro chiesto fosse legittimo, ed in conseguenza a ciò ha emanato un’ordinanza in data 28 luglio.

Suddetta ordinanza prevede che le case produttrici, quindi Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Jansen, dovranno fornire copie dei contratti originali firmati e sottoscritti dal governo spagnolo, nonché dall’Unione Europea, e che nei contratti non redatti si vedano chiaramente il prezzo delle dosi, la loro efficacia e quanto pattuito per gli indennizzi da danno vaccinale.

Le stesse case farmaceutiche dovranno anche dar conto dei dati emersi secondo i quali i contagi aumentano in maniera consistente tra persone vaccinate in comparazione con gruppi ove la parte vaccinata é trascurabile.

Infine si dovrà dar riferire di tutti gli effetti avversi comparsi in seguito alla somministrazione del vaccino anti Covid 19 divisi per tipologia di effetto e fascia di età e la conta precisa di tutti coloro che hanno avuto una correlazione tra somministrazione della dose e morte del paziente.

Estremamente interessanti anche le tempistiche che l’Alta Corte ha stabilito per il rilascio della documentazione e delle informazioni richieste che si attesta in 10 giorni. Considerando che l’ordinanza é datata 28 luglio, i 10 giorni concessi dalla magistratura scadranno domenica 7 agosto.

La summentionata associazione Liberum, però, non é nuova a questo tipo di lotte. Infatti, fin dall’inizio della pandemia e soprattutto con l‘introduzione dei vaccini, degli obblighi e del green pass, ha portato avanti una lotta a 360° contro gli effetti collaterali, a favore della trasparenza e contro la discriminazione che inevitabilmente conseguiva dall’applicazione delle misure restrittive e coercitive da cui la Spagna si é liberata ben prima dell’Italia.

La lotta di Liberum si é basata principalmente ma non solo sull’articolo del codice penale spagnolo, il n.510, che nasce proprio a tutela di coloro che subiscono attacchi attraverso incitamento alla violenza, discriminazione e odio per ogni motivo possibile, sia esso relativo a personali e legittime credenze religiose, oppure relativo ad una malattia o disabilità ed é punibile ovviamente con il carcere per coloro che sono ritenuti colpevoli.

Una battaglia legittima a tutti gli effetti, cui anche la Magistratura ha dato il suo imprimatur. Come risponderanno dall’alto? Tra pochi giorni lo sapremo.

MARTINA GIUNTOLI

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