di Davide Sabatino.

L’incontro con il filosofo e psicoanalista Miguel Benasayag è stato per me entusiasmante. Dopo aver realizzato quasi un centinaio di dialoghi, posso dire che questo è uno fra i più interessanti. Forse perché, nonostante le diverse prospettive e i diversi approcci rispetto alle crisi del nostro tempo, percepisco nella chiave di lettura che Benasayag ci propone quel guizzo rivoluzionario indispensabile per affrontare il presente.
Il potere dominante è oggi diffuso e concentrato, come diceva Foucault. Per riuscire a contestarlo servono pratiche interiori molto salde e, allo stesso tempo, pratiche politiche, esteriori, molto più efficaci di quelle viste finora. Il futuro ci appare minaccioso, dice sempre Benasayag, dunque occorre sviluppare un’attenzione maggiore sul presente. Resistere, diceva Deleuze, è creare! Esplorare gli abissi del nostro presente: è rivoluzionario!
Il sistema dell’algoritmo, della digitalizzazione totale, del controllo sociale attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, sta diventando il nostro paradigma ordinario. Di fronte a questa transizione tecnologica la politica sembra inerme. Si occupa di altro, e spesso di sciocchezze.
Eppure: “il pessimismo è un lusso che non possiamo permetterci”, dice Benasayag.
Questo è il tempo degli spiriti intraprendenti, che non si arrendono all’idea che tutto sia comprabile, artificiale e superficiale. La sua testimonianza, come dissidente e prigioniero politico al tempo dei generali argentini, è per me fonte d’ispirazione e di coraggio.
Buon ascolto!
Davide Sabatino

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