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Visione TV

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Notizie17 Marzo 2022

L’addio del prof. D’Orsi a La Stampa: “Avete toccato il fondo della disonestà giornalistica”

Visione TVDi Visione TV·8690 contenuti pubblicati
Il prof. Angelo D'Orsi critica La Stampa per la pubblicazione di una foto della strage di Donetsk. Sottolinea la disonestà giornalistica e l'orientamento unilaterale del giornale sulla guerra in Ucraina.
Punti chiave
  • D'Orsi annuncia il suo addio a La Stampa dopo decenni di collaborazione.
  • Critica la prima pagina del giornale per disonestà giornalistica.
  • Accusa il direttore Molinari di portare sionismo e russofobia.
  • Richiede una formale autocritica e trasparenza sulla foto pubblicata.
  • Avverte che l'orientamento del giornale potrebbe contribuire a tensioni globali.
L'articolo

In seguito alla prima pagina de La Stampa di ieri, dove è stata pubblicata una foto della strage di Donetsk accompagnata da articoli sull’assedio di Kiev, e che ha fatto il giro del mondo facendo pubblicamente indignare anche il Cremlino, il prof.D’Orsi, giornalista storico e docente universitario, ha pubblicato il suo addio al giornale di cui è storico collaboratore da molti anni. 

Gentile Direttore,
ho collaborato alla “Stampa” per decenni, e sono stato allontanato, senza una parola, naturalmente, con l’arrivo di Molinari, giunto al giornale a portarvi il suo carico di sionismo e iperatlantismo (e già allora di russofobia).

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Avevo sperato che un giornalista proveniente da “la Repubblica” come Lei, avrebbe compiuto uno sforzo di riequlibrare l’orientamento di questa testata a cui sono rimasto legato. Invece no. E i vostri servizi, se così vogliamo chiamarli, sulla guerra in Ucraina, lo dimostrano, in modo avvilente.

Ma con la prima pagina di oggi il giornale da Lei diretto ha toccato il fondo della disonestà giornalistica: una immagine relativa alla strage compiuta due giorni fa dalle truppe governative di Kiev ai danni dei civili di Donetsk (14 morti), viene presentata in modo che il pubblico pensi che siano stati i russi cattivi. Siamo oltre ogni artefizio giornalistico, lo lasci dire a uno che è iscritto all’Ordine dal 1971, e che ha avuto nel 2021 la targa d’argento come veterano del giornalismo piemontese. Uno che è stato allievo di Norberto Bobbio, e oltre ad aver insegnato per più di 40 anni all’Università, ha lavorato per le maggiori testate italiane, e anche qualche testata straniera, pubblicando molte centinaia di articoli.

Mi aspetto che il giornale domani, con lo stesso rilievo faccia una formale autocritica e spieghi, come e quando e da chi ha ricevuto la foto, chi ne sia l’autore, come la foto è giunta a voi (e se avete i diritti di utilizzo), e in quale situazione è stata scattata.

Aggiungo che tutta l’impaginazione, dai titoli dei commenti tutti a senso unico, fino al pezzo che vorrebbe essere sarcastico su Luciano Canfora, e che fa ridere solo chi l’ha scritto, è a di poco inquietante. State spingendoci verso la terza guerra mondiale, consapevolmente o meno. La storia non vi ha proprio insegnato nulla.

Che pena. Segnalerò comunque l’episodio all’Ordine. E smetterò di comprare, ovviamente, il Suo giornale.

Prof. Angelo D’Orsi, Università di Torino

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