La truffa delle tecnologie sanitarie Theranos: fallimento dei globalisti o della finta scienza?

In accordo con la definizione del termine truffa, la storia dell’uomo è piena delle più disparate narrazioni il cui unico intento è quello di vendere aria a caro prezzo. Ma se per alcuni di questi casi la vittima perde soltanto il portafogli, per altri le conseguenze sono mortali o potenzialmente tali. E quando le truffe avvengono poi in ambito sanitario, la cosa è ancora peggiore.

Quando nel 2003 la diciannovenne Elizabeth Holmes fondò la società Theranos ricevendo milioni di dollari da investitori da tutto il mondo, prometteva di sviluppare una nuova tecnologia che avrebbe permesso di effettuare analisi molto rapide utilizzando nuovi macchinari e un quantitativo irrisorio di sangue.

La Holmes, allora studentessa della facoltà di chimica,  veniva da una collaborazione con il  Genome Institute di Singapore  durante l’epidemia Sars, e, nonostante non avesse né esperienza, né titoli, decise ugualmente di lanciarsi nel mondo dell’industria medica.

Sempre nel 2003 infatti la donna depositò il suo primo brevetto,un cerotto computerizzato che prometteva di monitorare le funzioni vitali del paziente e persino rilasciare farmaci su richiesta. (Vi ricorda nulla?)

Tuttavia l’anno della grande svolta fu il 2013 quando la Holmes annunciò la partnership con la catena americana di farmacie Walgreens, dove si sarebbero potute fare analisi del sangue a prezzo stracciato con il suo macchinario chiamato Edison. I giornali di tutto il mondo la idolatrarono e la donna comparve anche sulle copertine di diverse riviste come Forbes e Glamour, che la incoronarono idolo della giovani studentesse che in lei vedevano un modello perfetto del sogno americano.

Tuttavia l’impianto, che si reggeva soprattutto sul team legale della compagnia, cominciò a sgretolarsi poco tempo dopo quando l’epidemiologo John Ioannidis, lo stesso professore di Stanford che in questi due anni di istero-pandemia ha messo in discussione contemporaneamente lockdown, mandati vaccinali e siero sui più piccoli, questionò la metodica della Holmes ed i risultati dei suoi macchinari.

“(…) Mentre tutti si preoccupavano di tessere le sue doti imprenditoriali, nessuno davvero aveva idea del danno che la Holmes stava procurando alla gente. Nessuno ha mai discusso dei falsi positivi che la sua metodica rilasciava e di quanti pazienti si siano basati su quelle analisi per assumere farmaci inutili (…)”, dichiarava Ioannidis nel 2015, quando la sua era ancora un’inascoltata voce nel deserto.

Lo stesso Ioannidis pubblicò un articolo su Jama Network in cui si opponeva strenuamente alla possibilità dello sviluppo di una scienza che non riportasse al confronto e alla discussione come suoi valori fondamentali, “(…)cose che mancavano del tutto con la Theranos poichè non vi erano articoli scientifici a riguardo, quelli che gli scienziati ed i ricercatori usano scrivere per raccontare delle proprie scoperte(…)”. 

Il professore dichiarò addirittura che, per colmare la lacuna riportata nel suo articolo, “(…) la stessa Holmes provò a fargli scrivere un articolo scientifico in cui avrebbe dovuto decantare le meraviglie della tecnologia Theranos, in accordo con l’FDA, per trarre tutti profitto dalla cosa con la benedizione delle alte cariche sanitarie statunitensi(…)”.

Fortunatamente, dopo qualche tempo anche un altro professore Eleftherios P.Diamandis, a capo del dipartimento di biochimica clinica all’Ospedale  Mount Sinai Hospital a Toronto, corse in soccorso di Ioannidis, confermando la mancanza di letteratura scientifica, e sottolineando soprattutto come i dettagli sulle tecnologie utilizzate fossero tenuti gelosamente nascosti.

Da lì in poi gli eventi si susseguirono in maniera rapidissima: Walgreen che esce dal contratto,  denunce da parte di pazienti che hanno assunto farmaci sbagliati per i risultati delle analisi fallate, sostenitori finanziari che con abili mosse si ritirano dal progetto, e la Holmes che, durante il processo, dichiara di aver aggiunto il logo della Pfizer sui report per dare credibilità alla Theranos.

La stessa infine ammetterà  che negli anni sono sempre stati utilizzati macchinari di terze parti senza che nessuno ne conoscesse  le caratteristiche.

Fino ad oggi, 4 gennaio 2021, data in cui con sentenza storica, la Holmes è stata finalmente condannata per truffa .

Ma quella di oggi non è soltanto una condanna ad una ex diciannovenne che ha creduto di poter truffare il mondo, bensì una condanna al colossale imbroglio che coinvolgeva  tutti coloro che l’hanno sostenuta (e molto probabilmente lanciata) con scopi ben diversi  da quelli sanitari. Nella lista degli investitori e dei nomi componenti il board of directors figurano infatti nomi ultra noti come ad esempio Rupert Murdoch, Henry Kissinger, William Foege (ex direttore del CDC) e Richard Kovacevich (ex CEO della banca Wells Fargo).

Non è forse quello della Holmes il primo tentativo delle elites di creare macchine fallaci ma utili al sistema, e che avrebbero permesso facilmente  il controllo sanitario dei cittadini? Visti i nomi dei personaggi coinvolti, direi che è più che lecito pensarlo.

Tuttavia, dopo la condanna di oggi, è altresì lecito credere che un’ altra grossa fetta del mondo globalista basato sul controllo sanitario sia ufficialmente caduta. Speriamo sia solo l’inizio.

MARTINA GIUNTOLI

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