Le elezioni in Calabria confermano la tenuta di un bipolarismo senza alternative. Il Corriere della Sera sottolinea la ritrovata aggressività verbale di Trump nei confronti della Russia. La Repubblica piange per la crisi di Macron non più amato dai francesi. Mentre Il Fatto rimpiange i tempi in cui comandava la perfida Merkel

Le recenti elezioni in Calabria hanno evidenziato la persistenza di un sistema politico bipolare, che continua a dominare la scena politica italiana. Il centrodestra, guidato da Roberto Chiuto, ha ottenuto una netta vittoria, attestandosi al 57,7% dei voti, mentre il centrosinistra, rappresentato da Tridico, si è fermato al 41,3%. Questo risultato segna una conferma della stabilità di un modello politico che, nonostante le critiche, sembra resistere a qualsiasi tentativo di disarticolazione.
Il contesto di queste elezioni è caratterizzato da un'astensione elevata, che ha raggiunto livelli preoccupanti. Questo dato suggerisce un disinteresse crescente da parte degli elettori nei confronti di un sistema che molti percepiscono come incapace di rappresentare le loro istanze. La frustrazione nei confronti delle promesse non mantenute e il tradimento di aspettative da parte di partiti come il Movimento 5 Stelle hanno contribuito a creare un clima di sfiducia. Molti elettori, delusi e disillusi, hanno scelto di ritirarsi dal processo elettorale, rifugiandosi nell'astensione piuttosto che nel sostegno di nuove forze politiche.
Il risultato delle urne in Calabria si inserisce in un quadro più ampio di elezioni regionali, in cui il bipolarismo ha dimostrato di reggere anche in altre regioni italiane. Nonostante i tentativi di promuovere alternative politiche, come nel caso di Democrazia Sovrana e Popolare, il consenso verso queste forze è rimasto marginale, attestandosi all'1%. Questo scenario mette in luce non solo la difficoltà di emergere al di fuori dei due schieramenti tradizionali, ma anche l'incapacità di attrarre un'elettorato disilluso e in cerca di rappresentanza.
Il predominio del centrodestra, con Forza Italia in prima linea e un'inaspettata affermazione della Lega, segna un cambiamento nei rapporti di forza all'interno della coalizione. La Lega, che in passato aveva suscitato sentimenti di ostilità nei confronti del Meridione, ha saputo conquistare una fetta significativa di voti, evidenziando un'abilità di raccolta del consenso che si basa più su figure locali che su un reale supporto ideologico. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla natura del consenso e sulla capacità dei partiti di rispondere alle esigenze reali degli elettori.
In conclusione, le elezioni in Calabria non solo confermano la tenuta del bipolarismo, ma pongono anche interrogativi sul futuro della politica italiana. La sfida per le forze alternative rimane ardua, poiché la strada per conquistare la fiducia degli elettori appare lunga e tortuosa. La necessità di un cambiamento reale e di una rappresentanza autentica continua a essere un tema centrale, mentre il sistema politico attuale sembra rimanere impermeabile a qualsiasi tentativo di rinnovamento.
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