Mentre la stampa italiana acclama Draghi in un coro così compatto come non si vedeva in Italia dai tempi del Ventennio, la stampa internazionale comincia ad avanzare dubbi sull’ “uomo più autorevole del mondo” come lo ha definito, in un impeto di servilismo, Bruno Vespa. In realtà la cosa non è nuova, perché già qualche tempo addietro il Guardian espresse forti dubbi sulla candidatura di Draghi al Quirinale. Ora però le voci critiche si moltiplicano.

Ancora il Guardian, in un editoriale di domenica, attacca quella che chiama “Draghi dipendenza”, che ritiene “comprensibile ma non salutare”. Scrive il Guardian: “Potrà esserci instabilità se il tecnocrate primo ministro del Paese lascerà per diventare presidente. Ma prima o poi la democrazia dovrà essere ristabilita“. Interessante questo passaggio, perché dà per scontato che al momento l’Italia non è un Paese democratico. Il foglio britannico in realtà aveva già inquadrato Draghi lo scorso febbraio, quando lo definì “l’uomo giusto per l’Italia…per ora” mettendo già un guardia su un pericolo dittatura.

Se il Guardian si limita a criticare il personalismo del dittatore-tecnocrate italiano paragonandolo ad una specie di droga per il Paese, Bloomberg arriva ad annunciare la fine del suo potere. con l’eloquente titolo Il riflusso del potere di Draghi segnala tempi duri per l’Italia. In soldoni, Bloomberg dice che Draghi vuole diventare presidente della Repubblica ma questo porterebbe instabilità in Italia. Anche il Financial Times sostiene che l’elezione di Draghi al Quirinale “porterebbe alla crisi.

La stampa francese, ovvero dell’attuale maggior alleato di Draghi in Europa, non è meno severa di quella anglosassone: “L’ipotesi del premier Mario Draghi come presidente inquieta” titola Le Figaro. La stampa tedesca invece, contrariamente a quanto si possa pensare, non ha mai amato Draghi, nemmeno quando era presidente della BCE il popolare tabloid Bild lo soprannominò “Conte Draghila“. L’unico che pare apprezzare realmente Draghi è Putin e questo mette l’Italia in una posizione non semplice con gli alleati occidentali

Insomma, la strada del potere di Draghi pare sempre più accidentata e l’uomo forte d’Italia sta per trasformarsi in un paria internazionale. Il suo tempo è quasi scaduto.

ANDREA SARTORI

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