Pur con mille limiti e difetti, la Russia, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Perché almeno su alcuni capitoli del Grande Reset rappresenta un intralcio all’agenda delle Nazioni Unite. E se sul piano del green pass la Russia ha deluso probabilmente perché vede la gara dei vaccini come una specie di nuova corsa allo spazio (non è un caso che il vaccino russo si chiami Sputnik), quantomeno sulla questione emergenza climatica ha mostrato il buonsenso che la contraddistingue di solito.

La Russia ha votato contro la risoluzione Onu che definisce il cambiamento climatico una minaccia globale. Una risoluzione che cerca di mettere in cantiere una nuova emergenza, quando non si potranno inventare più varianti del Covid, per tenere la popolazione mondiale con l’orwelliano stivale sulla faccia. Non ci illudiamo che la Russia l’abbia fatto per buon cuore, non siamo così ingenui da pensarlo: certamente un’economia come quella russa molto dipendente da gas ed energia, non può certo vedere di buon occhio la svolta verde. Ma dato che con la scusa dell’ecologismo l’Ue sta preparando misure folli contro i cittadini non possiamo non dire: Spasibo Rossija.

“Il legame tra il cambiamento climatico e la sicurezza internazionale è tutt’altro che ovvio” ha detto l’ambasciatore russo presso l’ONU Vasilj Nebenzia. E’ interessante anche vedere come la Russia non sia stata sola in questo voto contro, anche per capire la nuova geopolitica. Oltre al voto contrario di Irlanda e Niger va segnalato l’allineamento sulle posizioni di Mosca da parte dell’India, con la motivazione che il cambiamento climatico è piuttosto legato allo sviluppo economico che alla sicurezza internazionale. La Cina, il principale alleato di Mosca, si è astenuta, probabilmente combattuta tra la necessità di rilancio di un’economia ferita e le ambizioni green.

Quindi questo veto può essere già considerato un primo frutto della nuova partnership tra la Russia e New Delhi, un patto di cui i media si sono occupati poco, ma che è ricco di grandi potenzialità, essendo l’India probabilmente, fra le grandi potenze, attualmente quella che ha meno risentito della crisi e dalle prospettive più promettenti.

Comunque un’importante stop alla prossima pantomima, preparata ad arte grazie allo sponsor Greta Thunberg e che ha probabilmente scopi meno innocenti di quello che l’uomo comune crede.

ANDREA SARTORI

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