Atto di significazione e diffida a seguito della mancata risposta alla PEC e della mancata predisposizione della raccolta delle sottoscrizioni negli uffici comunali in vista delle elezioni europee della lista di DEMOCRAZIA SOVRANA POPOLARE.
La presente in nome e per conto di ANTONELLO CRESTI nella sua qualità di Legale Rappresentante della lista DEMOCRAZIA SOVRANA POPOLARE Rizzo e Toscano promotrice della omonima lista elettorale, per riferire quanto segue.
Come noto con Decreto Legge 29 gennaio 2024 n. 7 si è proceduto a novellare l’art. 12 della Legge 24 Gennaio 1979, n. 18. Per effetto di tale novella si favoriscono nella competizione elettorale dei prossimi 8 e 9 giugno le formazioni politiche già presenti nelle Camere o nel Parlamento Europeo uscente, mentre risultano svantaggiate le nuove formazioni, il tutto in contrasto con gli artt. 3, 48 e 51 della Costituzione, nonché, a livello europeo unitario, dei principi fissati dalla stessa Corte di Giustizia in importanti pronunce (Cfr. sent. 23 aprile 1986 nella causa 294/83, Parti écologiste «Les Verts» vs. Parlamento Europeo).
Per effetto di detta norma si è alterato il regime di raccolta di firme per la presentazione delle liste (ai sensi dell’art. 12, comma 4, Legge n. 18/1979); ciò ha comportato una riduzione dei soggetti competitori, con conseguente minaccia anche per la libertà di voto. Alla luce del quadro su brevemente riferito, e per il quale si ci riserva di agire in separata sede, si riferisce che si sono verificate ulteriori
illegittimità che rendono ancor più difficoltosa la raccolta delle sottoscrizioni delle firme in vista della presentazione delle liste.
Nello specifico, a partire dal giorno 11.01.2024, è stata inviata comunicazione ufficiale a ROMA CAPITALE e, successivamente, a tutti i Municipi, con la quale veniva richiesto di mettere a disposizione presso i competenti Uffici i moduli per la raccolta delle firme.
ROMA CAPITALE al riguardo si è resa inadempiente non riscontrando la PEC della nostra assistita e di fatto non adoperandosi in alcun modo per garantire la raccolta delle sottoscrizioni.
Si significa che in via informale è stato riferito che ROMA CAPITALE non intende adoperarsi per la raccolta delle firme presso i propri uffici. Detto contegno limita di fatto i diritti di elettorato attivo e passivo e, conseguentemente, contrasta con gli artt. 48 e 51 della Costituzione. L’ostacolo frapposto alla raccolta delle firme da parte di ROMA CAPITALE viola, altresì, il Codice di Buona Condotta in Materia Elettorale della Commissione di Venezia, il quale statuisce che: “la procedura di verifica delle firme deve obbedire a delle regole chiare”.
Al riguardo si rileva che Roma non ha messo a disposizione i propri uffici per la raccolta delle sottoscrizioni, rappresentando, tristemente, un vulnus alla democrazia italiana. La presente viene inoltrata anche al Prefetto di Roma affinché, nel suo ruolo di vigilanza sul funzionamento dei procedimenti elettorali, adotti ogni provvedimento volto ad assicurare la legittimità della procedura di raccolta delle sottoscrizioni.
Tutto ciò premesso si INVITA e DIFFIDA ROMA CAPITALE in persona del Sindaco p.t. a garantire l’effettività della raccolta firme in vista dell’imminente competizione elettorale e, conseguentemente, predisporre nel temine di 24 ore dal ricevimento della presente tutti gli opportuni incombenti per garantire la raccolta delle sottoscrizioni presso gli uffici comunali ed i municipi territoriali.
F.to Antonello Cresti rappresentante legale della lista Democrazia Sovrana Popolare Rizzo e Toscano

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