Poiché Amnesty International conferma quelle scomode verità che in realtà molti giornalisti indipendenti e osservatori politici già conoscevano, per intendersi quelle verità sul comportamento dell’esercito ucraino nel Donbass, vale la pena esaminare come la manipolazione della verità sia diventata non solo un fatto quotidiano, ma un elemento centrale della politica occidentale e della guerra per procura in Ucraina.

Un numero crescente di giornalisti mainstream, commentatori e individui comuni che si erano precipitati a dichiarare “Io sto con l’Ucraina”  si trovano sempre più a doversi confrontare con scomode verità sul regime di Zelensky e sul suo esercito, verità che sono sempre più difficili da ignorare.

Il presidente americano Abraham Lincoln una volta disse:

“Puoi ingannare parte delle persone per un po’, puoi ingannare alcune persone sempre, ma non puoi ingannare tutte le persone sempre.”

Naturalmente, anche se l’astuta osservazione di Lincoln è stata spesso citata erroneamente, ha certamente una risonanza particolare se consideriamo le recenti disavventure e i persistenti fallimenti della politica estera dei suoi tanto amati Stati Uniti.

In particolare sono gli sforzi americani finalizzati a mantenere il sostegno di un pubblico sempre più scettico nei confronti delle costose ambizioni americane geopolitiche in Ucraina.

Finora non è stato troppo difficile confezionare un messaggio per il consumatore comune, una narrativa drive-through se così si vuol chiamare, che sia facilmente accessibile e digeribile da un pubblico che non si pone domande, in particolare quando a quello stesso pubblico sono stati al contempo negati approfondimenti di qualsiasi genere che chiariscano le ragioni del conflitto ucraino da cui devono essere sedotti come sostenitori bendati.

L’attuale crisi in Ucraina è tuttavia diversa; ha visto la macchina dei media filo-occidentale coltivare e diffondere disinformazione, propaganda e notizie false su una scala mai vista prima. Mentre gli Stati Uniti ed i loro alleati della NATO perseguono la loro guerra per procura per terra, in aria e in mare, un’altra battaglia illecita viene combattuta sui social media, TV e radio.

Naturalmente, la propaganda e la conquista di “cuori e menti” non sono una novità quando si tratta di conflitti. Fin dal 19° secolo i governi erano consapevoli di quanto fosse importante la narrativa in casa propria, e cercavano attivamente di sopprimere i dettagli che ritenevano potessero essere offensivi o inutili per il pubblico di casa.

Nella seconda guerra boera in Sud Africa (1899-1902), quando la guerra coloniale dell’esercito britannico stava fallendo, si ricorse all’imprigionamento di donne e bambini boeri in vasti campi di concentramento, dove ben 26.000 di loro sarebbero morti di fame, maltrattamenti e patologie varie. Gli inglesi si attivarono per creare una campagna propagandistica per nascondere il vero orrore di quei campi infernali, inclusi falsi rapporti e articoli di giornale.

Ancora una volta, durante la prima guerra mondiale, anche i dettagli raccapriccianti delle vittime di massa nelle orrende e disumane trincee del fronte occidentale furono sterilizzati e ridotti al minimo per il pubblico. Per la gente il Kaiser era l’assassino, i tedeschi mangiavano i bambini belgi e il ripugnante polpo teutonico doveva essere fermato a tutti i costi.

Naturalmente, il fatto che l’intero conflitto riguardasse il potere imperiale, il commercio e la competizione tra i tre nipoti della regina Vittoria fu convenientemente ignorato. Nel luglio 1916 i giornali britannici riportavano la battaglia della Somme, una delle battaglie più sanguinose della storia umana.

In quella occasione titolarono: “Le nostre vittime non sono pesanti”, un insieme di parole assolutamente fuorviante che risuona oggi in modo piuttosto familiare.

Quando consideriamo le più recenti disavventure militari su larga scala degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, questi fallimenti sconsiderati e sanguinosi sono stati ancora una volta descritti in concetti che si potrebbero riassumere come i “bravi ragazzi contro i cattivi”, sono i Cowboys contro gli indiani, i selvaggi musulmani pericolosi e inaffidabili contro l’esistenza stessa della civiltà occidentale.

L’incommensurabile sofferenza umana che queste guerre hanno inflitto alle popolazioni innocenti raramente esce fuori. La complicità e la responsabilità americane per aver creato gli stessi problemi che ora cercano di “risolvere” sono stranamente completamente ignorate dai media.

Il conflitto odierno in Ucraina non fa eccezione, una narrazione del tutto simile é spacciata per verità. Alcuni dei fatti più critici relativi all’Ucraina sono stati regolarmente e convenientemente resi invisibili dai media mainstream, come quando è iniziata questa guerra civile e, soprattutto, chi ha pagato e costruito i presupposti su cui ora sta bruciando.

Ovviamente è impopolare in ogni caso nuotare controcorrente, essere il bambino che suggerisce che l’imperatore non indossa più i vestiti e sfidare “realtà” che sono state ampiamente già accettate da un pubblico che si fida e non fa domande. Nonostante il grosso squilibrio nella presentazione dei fatti, fino ad ora almeno il dissenso é stato qualcosa di accettato come  privilegio della società democratica occidentale. Finora.

Adesso persino la libertà di parola e di opinione é in grave pericolo, soprattutto se basata su verità scomode.

La “verità assoluta”

Quando si tratta dell’Ucraina , i governi e i media occidentali hanno dispiegato una nuova arma pericolosa e generosamente finanziata nella guerra contro la verità, la chiamerò “verità assoluta”. La verità assoluta non tollera alcuna sfida, quando le sue accuse si dimostrano false, quelle realtà vengono soppresse e ignorate.

Prende di mira immediatamente ed efficacemente qualsiasi dissenso dalla narrativa prescritta e bolla gli sfidanti come “nemici”, “agenti stranieri” o “idioti”. Non vi é più spazio per dibattiti critici di alcun tipo, non c’è analisi dei fatti, c’è solo la loro Verità Assoluta.

Se un giornalista, uno Stato o un individuo mette in dubbio questa Verità Assoluta o semplicemente suggerisce un’analisi obiettiva dei fatti, viene immediatamente e brutalmente emarginato e quindi preso di mira e punito per come possibile. Questa punizione determinata e coreografata può variare dalla perdita del lavoro all’isolamento di un’intera nazione con minacce di violenza all’ordine del giorno.

Il fatto che la narrativa della “Verità Assoluta” dell’Occidente si basi implicitamente sulla censura di massa e sulla distruzione totale della libertà di parola è apparentemente irrilevante per i suoi architetti e per i suoi discepoli.

La verità assoluta ha anche un atteggiamento selettivo quando si tratta del comportamento dei suoi idoli. Quando viene si parla ad esempio dell’elezione di Zelensky con il supporto, i soldi e i muscoli di un oligarca corrotto, ciò viene ignorato, e quando si tratta del suo divieto antidemocratico di ogni opposizione e l’incarcerazione dei suoi, tutto va bene, tutto si accetta.

E se la Verità Assoluta richiede l’accettazione e il dispiegamento di brutali milizie naziste contro i civili (che in precedenza sarebbero stati dipinti dall’Occidente come terroristi) ciò é di nuovo del tutto accettabile.

In effetti, la brigata della verità assoluta ha una capacità magica di cancellare la storia, assegnare lo status di eroe agli omicidi di massa (Stephan Bandera) e demonizzare coloro che hanno sconfitto il nazismo in Europa. La Verità Assoluta ora definisce la narrazione, i fatti sì ed i fatti no. I fatti e le prove indipendenti saranno presentati solo selettivamente se non nascosti del tutto, coloro che contestano questo modus operandi verranno immediatamente designati come collaborazionisti, guerrafondai e nemici della democrazia.

Un altro elemento sinistro del culto della Verità Assoluta è la riluttanza a correggere un titolo o ad ammettere quando si sbaglia, a partire dal “massacro” di Snake Island mai accaduto, fino ad arrivare ai titoli falsi sull’ospedale di maternità di Mariupol per citarne solo alcuni. 

Vi é mai stato alcun tentativo di correggere quei titoli di quegli articoli che inutilmente mentivano in primo luogo?

È interessante notare che quando Amnesty International, una organizzazione rispettata a livello internazionale, ha coraggiosamente contrastato la verità assoluta con fatti indiscutibili, è stata essa stessa attaccata da uno Zelensky sempre più paranoico.

Ora si capisce perfettamente il modo di fare di Zelensky, il “ragazzo che gridava al lupo”, nelle sue accuse persistenti e ormai di routine di genocidio verso la Russia, mentre é lui che prende di mira i civili e ha l’apparente desiderio di “cancellare l’Ucraina dalla mappa”.

Qualsiasi esame superficiale dei fatti relativi all’operazione di “controterrorismo” dell’esercito ucraino contro il proprio popolo nel 2014 nel Donbas porterebbe a capire che è stato l’esercito ucraino a fare la prima mossa  aggredendo le popolazioni di etnia russa nell’est del paese nel 2014.

Mentre la guerra per procura eccezionalmente costosa e sempre più distruttiva della NATO contro la Russia continua, la prospettiva di una vittoria militare per l’Ucraina svanisce ogni ora sempre di più, e al contempo anche la probabilità che la Russia cerchi un accordo svanisce di giorno in giorno, ogni incentivo a farlo ora strategicamente si dimostra privo di valore.

Il sostegno occidentale al regime apparentemente privo di timone e incompetente di Zelensky sta vacillando poiché l’impatto delle sanzioni meschine contro la Russia minaccia la coesione sociale in Europa e in America insieme a una crisi energetica globale.

Le contro offensive promesse nel sud non si sono concretizzate, il tanto decantato “esercito di milioni di uomini” non è apparso e ancora una volta la stampa americana ed europea che ha presentato questo come un dato di fatto non ha poi rettificato le informazioni sbagliate che aveva diffuso.

La dura realtà della guerra pare quindi persa dalla brigata della “verità assoluta” che è felice di “stare con l’Ucraina” ma non starà mai in Ucraina.

Il pubblico occidentale è un pubblico volubile, data la mancanza di un’analisi approfondita applicata alla narrativa mainstream sull’Ucraina. Quindi è probabile che man mano che emergono più verità scomode su Zelensky, la sua giunta e le realtà di questo conflitto, sempre occidentali se ne andranno nei posti più nascosti dei loro cortili nel cuore della notte per tirar giù le loro bandiere ucraine frettolosamente issate.

Contrariamente ai migliori sforzi di coloro che hanno finanziato, modellato e giustificato questa guerra per procura, la verità ha l’abitudine di riemergere. Sarà impossibile “gestire” l’imminente realtà che sgorgherà dall’Ucraina mentre le potenze occidentali si concentrano nuovamente sui loro problemi interni autoinflitti quest’inverno, lo stesso Zelensky potrebbe diventare il simbolo della avventura della della NATO in Ucraina.

Questo è il problema di quei fatti scomodi, continuano a persistere sotto la superficie, la verità non ha una data di scadenza, ed è paziente, il ricordo degli innumerevoli morti richiede che lo sia.

E naturalmente, come disse il buon vecchio Abraham Lincoln, “Puoi ingannare parte della gente qualche volta, puoi ingannare alcune persone sempre, ma non puoi ingannare tutte le persone sempre”.

 

di CHAY BOWES, traduzione MARTINA GIUNTOLI

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