Intervista esclusiva alla prof. Gismondo: il 30 maggio verrà presentato in un evento istituzionale il suo “Il ruggito della pecora nera” scritto con Claudio Minoliti.

di Giulia Bertotto.

Maria Rita Gismondo

È in uscita in questi giorni il nuovo libro della professoressa Maria Rita Gismondo, scritto con il giornalista Claudio Minoliti ed edito da Byoblu “Il ruggito della pecora nera”.  La prof. Gismondo è direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze presso l’Ospedale Sacco di Milano.

La pubblicazione sarà presentata in anteprima a Roma, su iniziativa del senatore Claudio Borghi, il 30 maggio alle ore 16, nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, in piazza Capranica 72. All’incontro, moderato dalla giornalista de “La Verità” Maddalena Loy, ci saranno entrambi gli autori. Visione Tv ha avuto l’occasione di intervistarla a proposito della novità editoriale, che ripercorre e analizza gli errori e gli orrori commessi negli anni della pandemia Covid19, riflettendo però anche sugli ultimi importanti risvolti in ambito biopolitico, come il ritiro del profarmaco Astrazeneca e la misteriosa Malattia X ipotizzata dall’OMS.

L’INTERVISTA ALLA DOTTORESSA GISMONDO

Gentile professoressa Gismondo, in vista dell’uscita del suo saggio “Il ruggito della pecora nera”, molti giornali ne parlano già, ma noi abbiamo l’occasione di sapere proprio da lei di che tipo di lavoro si tratta.

Lo scopo di questo saggio non è giudicare o fare giustizia rispetto a quanto successo nei terribili anni della pandemia e della campagna vaccinale, in quanto non è il nostro compito – e meno che mai il mio che sono un medico – l’obiettivo è invece quello di evidenziare degli errori medico-sanitari clamorosi che sono stati compiuti. Non si tratta di opinioni o idee personali, il libro è ricco di documentazione scientifica e di studi accreditati.

Quali sono questi errori, che hanno causato tragiche conseguenze sociali ed economiche a catena sulla popolazione?

Questi errori vanno dallo sperpero di risorse economiche allo sperpero drammatico di vite umane; alcune misure di controllo decise dalla politica non hanno avuto effetti positivi né nel frenare i contagi né per curare i cittadini che avevano contratto la patologia. Purtroppo, per scrivere tutti gli errori commessi ci sarebbe bisogno di scrivere una enciclopedia, perciò io e Minoliti riportiamo quelli a nostro avviso, e secondo le ricerche che abbiamo svolto, più impattanti sulla salute e sulla società. L’obiettivo che perseguiamo con questa pubblicazione è quello di far aprire gli occhi a gran parte della cittadinanza, in maniera che nel futuro, davanti ad altre emergenze pandemiche, l’opinione pubblica sia consapevole delle misure di contenimento che vengono adottate. E da questo passo di consapevolezza che recuperino anche fiducia nelle istituzioni e della democrazia.

 

Come interpreta il ritiro del vaccino anticovid del marchio Astrazeneca?

Solitamente i farmaci vengono ritirati dal commercio per due motivi: per ragioni commerciali, ossia perché il prodotto non regge economicamente la produzione sul mercato, oppure perché non ha gli esiti attesi, o ancor peggio provoca gravi effetti avversi. Astrazeneca ha sostenuto ufficialmente la prima motivazione, io credo che sia una mezza verità. Certamente non c’è più mercato perché ci siamo accorti che è un vaccino pericoloso. Ricordiamoci che per salvarlo le nostre istituzioni prima lo hanno raccomandato per una fascia di età, poi per un’altra, poi addirittura su alcuni lotti che hanno causato la morte di un militare a Siracusa [1] è stato posto il segreto militare. Credo che per Pfizer e Moderna, anche se non verranno ritirati dal mercato accadrà qualcosa di simile, la produzione si prosciugherà perché il Sars-cov2 non è più una minaccia, il virus è totalmente mutato, mentre la confusione che è stata fatta a riguardo è ancora tanta e pericolosa.

 

Hanno salvato il prodotto, avrebbero dovuto salvare pazienti e cittadini. Intervistata già dalla sottoscritta nell’agosto 2023, abbiamo parlato dell’angosciante fenomeno delle morti improvvise e delle persone danneggiate da vaccini anticovid [2], ormai non è più un tabù che esistano, alcune stanno ricevendo indennizzi, altre sono in causa per riceverne [3].

Durante la campagna vaccinale anticovid chi ha problematizzato l’efficacia o la natura di questi prodotti è stato chiamato “no-vax” in modo dispregiativo, anche medici e studiosi che hanno sempre ribadito l’utilità dei vaccini mentre hanno messo in dubbio esclusivamente la validità di questi profarmaci anticovid. Questo atteggiamento non è stato affatto scientifico. C’è una nota positiva che vorrei diffondere: l’attuale ministro della Salute Orazio Schillaci, con il quale ho avuto di recente un incontro, è una persona molto aperta, si chiede perché non si sia potuto parlare di effetti collaterali! Mi fido molto del suo operato e spero che potrà essere finalmente superato l’oscurantismo pandemico, durante il quale alcuni medici si sono rifiutati di segnalare tali malesseri, anche gravi.

 

L’OMS ipotizza il prossimo flagello, una certa malattia X, che sarà più pericolosa del Covid 19 e che potrà essere arrestata solo con un nuovo vaccino. Ma come fa la comunità scientifica ad affermare una cosa simile se neppure conosciamo questo virus misterioso?

Che vi saranno altre pandemie è altamente probabile, è insito nel rapporto tra uomo e natura, nella relazione tra mammiferi e microrganismi. Posso dire che benché ritenga necessario che vi sia un ente sovranazionale che suggerisca ai governi come intervenire in caso di emergenze sanitarie, non ho alcuna stima e fiducia per l’Organizzazione Mondiale della Sanità per come si presenta e struttura attualmente. Non vorrei che questa istituzione, per come è organizzata in questo momento – vincolata e influenzata dai suoi sponsor – si stesse preparando a cogliere un’occasione legata al controllo politico in occasione della malattia X.

 

In esclusiva un estratto dal saggio-inchiesta della dottoressa Gismondo e del giornalista Claudio Minoliti:

Il ruggito della pecora nera

La scienza è dubbio. Ha bisogno di eretici che abbiano  il coraggio   di   mettersi   in   discussione.   «Dubita   sempre di te stesso, fino a quando i dati non lascino spazio a dubbi», diceva   Louis  Pasteur.  Pensieri e parole che hanno sempre  accompagnato  la  mia  attività  di  medico  e  ricercatrice  che,  pur  essendo  ormai basata  su  elementi  di   scientificità,   può   non   sempre   comportare   una   sola   soluzione e un solo corretto approccio alla malattia. Invece, arriva la CENSURA. È il primo dicembre 2022 quando ricevo dall’OMCeO (Ordine    Provinciale    dei    Medici    Chirurghi    e    degli    Odontoiatri) Milano copia della «decisione adottata della Commissione Medica  di  questo  Ordine,  nella  seduta  del  14/12/22,   relativa   a   procedimento   disciplinare   atteso   nei  suoi  confronti».  La scorro velocemente per arrivare a  pagina  7,  dove  leggo  che:  «La  Commissione  Medica  […]  delibera  […]  di  infliggerle  la  sanzione  disciplinare  della  “ Censura   [in  maiuscolo  e  neretto  anche  nel  documento  originale, N.d.R . ] […]» E più avanti spiega: «[…] per aver gettato discredito su vaccino anti-Covid 19 Moderna […] propagando un’informazione errata e fuorviante […]».  Sì, “censurata” per  aver  fatto  con  coscienza  il  mio  lavoro  ponendomi dei dubbi. Giudicate anche voi. Ma dobbiamo tornare indietro nel tempo.

 

NOTE:

[1] https://www.rainews.it/tgr/sicilia/articoli/2021/05/sic-vaccino-astrazeneca-morte-stefano-paterno-siracusa-1b41803d-f54c-4ce7-8967-04a925f05bc3.html

[2] https://www.quotidianoweb.it/inchieste/interviste/dottoressa-maria-rita-gismondo-parliamo-di-vaccini/

[3] https://visionetv.it/tag/andrea-montanari/

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