Sommersa dalle dosi inutili e dai relativi conti da pagare, la Polonia rinegozia il contratto Pfizer per la fornitura di vaccini Covid. È il primo Stato europeo a compiere un passo del genere: praticamente, prova a mandarli a quel paese. Negli ultimi giorni di febbraio, ha ottenuto il semaforo verde dalla Commissione europea, che finora era arroccata su una posizione del tipo “i contratti sono stati firmati a livello europeo e si rinegoziano solo a livello europeo”. Dunque si tratta di una novità non da poco.

Solo il tempo potrà dire se la Polonia riuscirà a ottenere qualcosa, e che cosa. Nel frattempo, la Lettonia e la Slovacchia sembrano intenzionate a seguire il suo esempio. Non si hanno notizie a proposito dell’Italia e degli altri Paesi europei. Tutti comunque si trovano in una situazione analoga.

I VACCINI DESTINATI ALLA PATTUMIERA

Infatti la Commissione europea, a nome degli Stati membri, ha firmato contratti per l’acquisto di vaccini Covid che, se attuati per intero, valgono 71 miliardi di euro e 10 dosi a testa per ogni cittadino. Ogni Stato ha una certa quota di flaconi e deve pagarli con i proprio soldi, cioè con i soldi dei cittadini.

Ora sta arrivando la valanga di dosi Pfizer, frutto dell’accordo nel quale è intervenuta personalmente la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. È il contratto legato alla famosa storia dei messaggi che ella ha scambiato con l’amministratore delegato di Pfizer. I messaggi risultano svaniti e von der Leyen non dovrà prendersi neanche il disturbo di rispondere alle domande del Parlamento europeo. Il contratto prevede la consegna – e il pagamento – di 900 milioni di dosi. Prevede anche l’opzione, che non risulta esercitata, per l’acquisto di ulteriori 900 milioni di dosi.

Questi vaccini Pfizer costano all’Italia un miliardo, che si aggiunge ai due miliardi o più precedentemente stimati per i soli vaccini finiti in pattumiera. A quanto si sa, l’Italia pagherà: anzi, pagheranno i contribuenti italiani.

LA POSIZIONE DELLA POLONIA

La Polonia, invece, ha semplicemente detto che non ha i soldi per pagare (l’Italia ce li ha?) e prova a spuntarla in questo modo.

Da un pezzo la Polonia scalpita e contesta le maxi forniture Ue di vaccini inutili. Ha compiuto vari passi, ma finora il semaforo verde della Commissione europea a rinegoziare il contratto con Pfizer è l’unico risultato concreto. Anzi: è l’unico fatto concreto che può forse portare ad un qualche risultato. È ovvio infatti che Pfizer farà tutto il possibile per ottenere i pagamenti. Del resto, carta canta e i contratti sono firmati. Nessun fornitore rinuncerebbe mai facilmente alle consegne pattuite e al relativo denaro.

Quasi un anno fa, nell’aprile 2022, la Polonia si è addirittura ritirata unilateralmente dalle sue obbligazioni contrattuali con Pfizer. La Commissione europea le è andata contro, affermando che non aveva nessuna ragione per fare una cosa del genere. Ora invece, dopo un anno di insistenze, se non altro la Polonia potrà provare a farsi le sue ragioni.

GIULIA BURGAZZI

 

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