Paolo Bellavite
Convegno “Pretendiamo verità e giustizia” – Bassano 9 marzo 2024

Buongiorno e grazie dell’invito, saluto i molti amici presenti a questo bellissimo convegno! La relazione tratta 4 punti:

  1. Vaccinismo e falso ideologico
  2. Vaccini «sicuri»?: dati AIFA
  3. Come barare sulla causalità: Algoritmo OMS
  4. Caso esemplificativo e conclusione

Il Vaccinismo

Inizio inquadrando il tema nel tema più generale del vaccinismo, che è secondo me il primo movente di quello che è successo (Figura 1).

Fig. 1

Il vaccinismo è una ideologia, cioè una costruzione teorico-pratica secondo la quale i vaccini sono il massimo bene per la salute della collettività, la salvezza per eccellenza. Uno strumento tecnico di presunto controllo della salute delle masse, che si integra nella visione collettivista e globalista, tipica del nostro ex ministro della salute, come lui stesso ha più volte affermato. Questa ideologia vaccinista è al centro di un intreccio tra il potere politico, le case farmaceutiche e i mezzi di informazione. Ci sono molti legami tra politica e big pharma e tra apparato industriale e informazione mainstream, che pure fa da cassa di risonanza del potere.

Per imporre tale visione, per giustificare l’uso sperimentale e by-passare art. 32 della Costituzione con obblighi vaccinali e green pass ricattatori, hanno (Figura 2):
a) Accentuato gli allarmi

b) Affermato la mancanza di terapie

c) Affermato che il «vaccino» fermerebbe i contagi
d) Nascosto i rischi:
d1: Trascurato la farmacovigilanza
d2: Valutato male le correlazioni

Fig. 2

NOTA: questo approccio ideologico e non scientifico è in funzione anche per i vaccini pediatrici della Lorenzin.

In figura 3 vediamo condensata in poche battute l’ideologia dell’ex ministro. “L’obbligo di vaccino era la scelta giusta per fermare morti e contagi, anche la Destra lo riconosca.”

Fig. 3

Che fermasse i contagi è una falsità, e lo sapevano già quando hanno stabilito gli obblighi e il green pass. Speranza qui conferma anche il suo intento politico, per lui il vaccino è di sinistra e ciò non è ammissibile per un ministro, che è tenuto a fare le scelte tecniche migliori. Quanto all’idea che il virus ci stesse “travolgendo”, anche questo è falso, visto che i vaccini sono arrivati nel 2021 quando ormai il virus era sotto controllo e la mortalità per tutte le cause è stata simile tra vaccinati e non vaccinati. Il problema medico nel 2021 non era più il virus ma la tachipirina. Infine, è falso che la scienza sia stato un faro, visto che Speranza e AIFA hanno rifiutato ogni dialogo con medici e scienziati che non fossero quelli al suo servizio

La presunta sicurezza dei vaccini

Come si vede esemplificato in Figura 4, la sicurezza dei vaccini è stata propagandata in tutti i modi, sfruttando i dati forniti da AIFA.

Fig. 4

Qui vediamo il Quotidiano Sanità, che scriveva che AIFA CONFERMA LA SICUREZZA DEI VACCINI e riporta il dato di 18 eventi avversi gravi su 100.000 dosi. Poi nel testo si legge che solo un terzo sono stati riconosciuti come correlabili, quindi 6 su 100.000 dosi. In effetti sarebbero pochi. Ma come si è ottenuto questo risultato? Innanzitutto con la paralisi della vaccinovigilanza.

La figura 5 mostra il numero di segnalazioni di eventi avversi (barrette arancio) e il numero di dosi somministrate (riga verde) giornalmente.

Fig. 5

Si vede che fino ai primi di febbraio 2021 a fronte di circa 100.000 dosi somministrate si registravano circa 1000 eventi avversi, ma da fine febbraio in poi le dosi iniettate alla popolazione sono aumentate mentre le segnalazioni sono diminuite drasticamente, tanto che il tasso di segnalazioni (linea blu) tendeva a zero. La farmacovigilanza ha funzionato per un paio di mesi, allorché ad essere vaccinati erano gli operatori sanitari. Questo dimostra che il sistema di segnalazioni dopo due mesi di campagna vaccinale non ha più funzionato, si è paralizzato.

Una semplice prova di come i dati AIFA siano incredibilmente sottostimati è un confronto con la letteratura scientifica (Figura 6).

Fig. 6

Per gli effetti avversi gravi correlati, AIFA vuol far credere che fossero circa 60 per milione di dosi, ma nello studio controllato sui dati degli studi di Pfizer e Moderna (su soggetti adulti) gli effetti avversi gravi di interesse speciale (come le malattie cardiovascolari) erano 1250 casi per milione di dosi. La differenza tra AIFA e realtà è di oltre 20 volte. Andando a vedere le miocarditi gravi nei giovani secondo AIFA erano 1,8-2,1 per milione, mentre una pubblicazione scientifica (pur sempre con vigilanza spontanea), riporta un tasso da 52 a 105 casi per milione, secondo la fascia di età. AIFA quindi riporta dati di sicurezza sbagliati di 25-60 volte.

Si è parlato molto del rapporto benefici/rischi ma le informazioni erano falsate (Figura 7).

Fig. 7

Era stato detto che i benefici dei vaccini sarebbero stati l’immunità di gregge e che gli effetti avversi erano rarissimi. Così hanno convinto molti, e i non convinti li hanno obbligati.  Ma la realtà si è rivelata presto ben diversa: i benefici erano forse una malattia un po’ meno grave per qualche mese (ma questo è incerto perché dipende dall’età e dalle cure, ma non abbiamo tempo per trattare questo aspetto), mentre i rischi erano almeno 20 volte superiori a quanto diffuso al pubblico.

La causalità e algoritmo OMS

Mi limito a parlare dei decessi ma i concetti si applicano anche alle malattie da vaccino. I morti segnalati a AIFA (Figura 8) alla fine sono stati 971, ma certamente sono sottostimati, per le ragioni che abbiamo detto. Tra questi, le valutazioni di AIFA hanno portato alla fine a considerare come correlati solo il 3,6% del totale.

Fig. 8

E quale sarebbe la motivazione? La si vede a destra della figura da una dichiarazione tratta da un rapporto dell’AIFA: «Le valutazioni dei casi suggeriscono l’assenza di responsabilità del vaccino nella maggior parte di questiin quanto si tratta spesso di soggetti con patologie intercorrenti o pregresse, con fragilità cliniche, qualimalattie cardiovascolari, metabolicheoncologicheautoimmuni,  neurodegenerative, respiratorie,renali, epatiche, pancreatichedel sistema linfopoietico (difetti di coagulazione).»
In pratica, la massima parte delle malattie esistenti nella popolazione italiana. Chiunque fosse morto subito dopo il vaccino e fosse portatore di altre malattie, secondo AIFA non era morto per causa del vaccino ma delle malattie che aveva prima. Ma questo è un errore concettuale molto grave, perché trascura ogni possibilità che il vaccino sia un fattore scatenante in persone “con fragilità cliniche”.

Per capire come sia stato possibile tale “errore”, vediamo il metodo usato da AIFA (Figura 9)

Fig. 9

«Si utilizza un algoritmo specifico, costruito e validato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che tiene conto della relazione temporale fra vaccinazione ed evento, della presenza di prove a favore o di possibili spiegazioni alternative dell’associazione, di evidenze di letteratura e farmacovigilanza e della plausibilità biologica.”
Fissiamo queste parole in particolare: “possibili spiegazioni alternative”. 

Il cosiddetto “algoritmo” dell’OMS (Figura 10) è un percorso a tappe, superate i quali si farà una valutazione finale.

Fig. 10

Per brevità vi cito il punto più critico, che è il primo. La prima domanda è “C’è una forte evidenza per altre cause?” se ci sono atre cause, il vaccino è scagionato. È una domanda tagliola e anche mal fatta, perché non considera le interazioni tra più cause. Ci sarebbe molto da discutere e l’ho fatto in uno specifico lavoro tecnico, ma assumiamo che questo metodo sia valido. Ma vediamo bene cosa dice OMS e come AIFA trucca le carte.

La figura 11 dimostra il “trucco” verbale e concettuale con cui AIFA stravolge l’analisi di causalità e quindi la correlazione.

Fig. 11

Infatti, la prima domanda dell’algoritmo è questa: “Is there a strong evidence for other causes”, cioè “C’è una forte («strong») evidenza per altre cause?”.  La evidenza deve essere forte, cioè una prova (In inglese evidence significa prova) e bisogna che la documentazione clinica CONFERMI che sia proprio quella la CAUSA della morte. Invece nella formulazione di AIFA la forte evidenza di un’ALTRACAUSA diventa “possibile SPIEGAZIONE alternativa”. Chiaramente, se uno cerca una “spiegazione alternativa”, TUTTE le malattie sono “possibili” spiegazioni della morte di una persona, cancellando la responsabilità del vaccino. Così i vaccini son diventati sicuri.

In Figura 12 si mostra il frontespizio del recente lavoro mio, di Alessandra Ferraresi e Ciro Isidoro sulle patologie da Covid e vaccino, dovute all’impatto della proteina spike sul sistema cardiovascolare.

Fig. 12

I vaccini, come anche il covid, POSSONO provocare la morte per cardiopatia (miocardite, aritmia, arresto cardiaco, trombosi, infarto), per malattie autoimmuni come la miocardite o la pericardite, e per difetti della coagulazione.

In estrema sintesi questo è quanto dimostriamo (Figura 13)

Fig. 13

Visto che le malattie cardiovascolari, o autoimmuni, o della coagulazione sono dei TIPICI effetti avversi delle vaccinazioni anti-COVID-19, se l’evento avverso avviene in un intervallo di tempo compatibile, le malattie cardiovascolari, o autoimmuni, o della coagulazione NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE «POSSIBILI SPIEGAZIONI ALTERATIVE» per escludere la responsabilità del vaccino.  Quanto meno, il vaccino si dovrebbe considerare come una concausa o un fattore scatenante dell’evento mortale in casi come questi. E invece AIFA lo ha fatto praticamente in ogni caso.

Un caso esemplare di questo errore

Il professor Sandro Tognatti morì poche ore dopo la vaccinazione con Astrazeneca (Figura 14).

Fig. 14

Ovviamente, si precisa che mancando conoscenza diretta del caso, questo commento si riferisce a quanto riportato dai giornali. Prima del vaccino il sig. Tognatti stava bene, salvo che alla ricerca di altre cause scoprirono che aveva una cardiomiopatia aritmogena (peraltro compatibile con la vita normale), salvo che come dice la procura, il vaccino provocò una reazione febbrile che ha rivestito il ruolo di “evento scatenante idoneo a causare un arresto cardiaco, non prevedibile”.
La cosa assurda è che poi concludano che non c’era correlazione tra morte e vaccino! Ma se si riconosce che è stato un evento «scatenante», il vaccino rappresenta una con-causa della morte. La correlazione c’è eccome! Se il signor Tognatti non si fosse vaccinato, probabilmente oggi sarebbe ancora vivo.

E poi, che non fosse prevedibile non è vero, perché se sei fossero fatte analisi prevaccinali (che invece sono state scoraggiate al punto che dei medici come il dottor Barbaro sono stati puniti per averle prescritte) si sarebbe potuto esonerare molte persone suscettibili di danni da vaccino di tipo cardiovascolare, coagulativo o autoimmune.

Quindi, in conclusione possiamo riassumere i concetti in pochi punti-chiave (Figura 15)

Fig. 15

La paralisi della farmacovigilanza e l’uso improprio dell’algoritmo OMS da parte di AIFA hanno portato di conseguenza:

SUL PIANO SOCIO-SANITARIO (cioè che interessa la generalità della popolazione): LA SICUREZZA DEI VACCINI E’ STATA SOVRASTIMATA,  ALTERANDO DI MOLTO IL RAPPORTO BENEFICI/RISCHI.
SUL PIANO INDIVIDUALE: I CASI GRAVI E DECESSI DI CUI IL VACCINO E’ STATO UNA CAUSA SCATENANTE (O CON-CAUSA) NON SONO STATI RICONOSCIUTI NE’ COMPUTATI.

Purtroppo a questi “errori” sono legati i destini di molte persone e molte famiglie che piangono i loro morti in attesa di verità e giustizia.

Resta una DOMANDA: si potrà sapere chi ha fatto tali valutazioni, da chi è stato nominato e con quale competenza/qualifica? Si spera che la Commissione parlamentare d’inchiesta possa dare alcune risposte a tutto questo.

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