Vaste aree del “NATOstan” sono state costrette a comportarsi in maniera russofoba. E nemmeno hanno avuto la possibilità dì comportarsi diversamente visto che nessun tipo dissenso è tollerato.

Ormai è ampiamente chiaro che la campagna russofoba neo-orwelliana  dei “Due Minuti dì Odio” lanciata dall’Impero delle bugie dopo l’inizio dell’operazione Z è in realtà divenuta “una campagna d’odio 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. “

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Vaste aree del regime del NATOstan sono state costrette a comportarsi in maniera russofoba. Nessun dissenso è stato tollerato e la psyop  ha di fatto modificato l’Impero delle bugie trasformandolo nell’Impero dell’odio secondo i paradigmi dì una guerra totale  atta a cancellare la Russia.

L’odio, dopo tutto, è molto più potente delle semplici menzogne, che ora stanno virando verso una vera e propria ridicolaggine statunitense che ricorre a tutto quello che possa essere utile per combattere la guerra dell’informazione contro la Russia.

Se l’eccesso di propaganda è stato assolutamente efficace sulle masse occidentali zombificate – chiamatela una “vittoria” nella guerra delle PR – sul fronte dove conta davvero, ovvero all’interno della Russia, invece è stato un grave fallimento.

Il sostegno dell’opinione pubblica sia all’Operazione Z che al Presidente Putin non ha precedenti. Dopo i video delle torture dei prigionieri di guerra russi che hanno causato una diffusa repulsione contro coloro che li avevano commessi, la società civile russa si sta persino preparando ad una “lunga guerra” della durata di mesi, non settimane, a patto che gli obiettivi dell’Alto Comando russo vengano raggiunti.

Gli obiettivi dichiarati sono la “smilitarizzazione” e la “denazificazione” di una futura Ucraina neutrale, ma geopoliticamente vanno ben oltre: l’obiettivo è capovolgere l’accordo di sicurezza collettiva europea post-1945, costringendo la NATO a comprendere e fare i conti con il concetto di “sicurezza indivisibile”. Si tratta di un processo estremamente complesso che se va bene sarà raggiunto il prossimo decennio.

Il regime del NATOstan semplicemente non può ammettere pubblicamente una serie di fatti che da anni un analista militare del calibro di Andrei Martyanov spiega tranquillamente. E questo si aggiunge al loro dolore collettivo.

La realtà è che se la Russia volesse, potrebbe  affrontare la NATO e farla a pezzi in 48 ore. Potrebbe impiegare sistemi avanzati di deterrenza strategica senza eguali in tutto l’Occidente. Il suo asse meridionale – dal Caucaso e dall’Asia occidentale all’Asia centrale – è completamente stabilizzato. E se il gioco si fa davvero duro, il signor Zircon può consegnare il suo biglietto da visita nucleare ipersonico ai nemici prima ancora che questi capiscano cosa li ha colpiti.

L’Europa ha scelto il suo destino”

Può essere illuminante vedere come questi complessi processi vengono interpretati dai russi, i cui punti di vista sono ora completamente bloccati all’interno del regime del NATOstan.

Facciamo due esempi. Il primo è il tenente generale L.P. Reshetnikov, in una nota analisi in cui prende in esame i fatti della guerra di terra.

Alcuni punti chiave sono i seguenti:

– “Su Romania e Polonia volano aerei con sistemi di allerta precoce della NATO con a bordo equipaggi esperti, e inoltre ci sono sempre satelliti dell’intelligence statunitense nel cielo. Si ricordi che solo in termini di budget per la nostra agenzia spaziale Roscosmos abbiamo stanziato 2,5 miliardi di dollari all’anno, mentre il budget civile della NASA è di 25 miliardi di dollari, e il budget civile di SpaceX da solo è uguale a Roscosmos – e questo senza contare le decine di miliardi di dollari  stanziati ogni anno per tutti gli Stati Uniti, attraverso il febbrile sistema di controllo occidentale”.

– La guerra si sta svolgendo secondo “il volere ed il sentire della NATO. Gli Ukro-nazisti non sono altro che zombi controllati. E l’esercito ucraino  quindi è un ente di zombi controllati a distanza”.

– “Le tattiche e la strategia di questa guerra saranno oggetto di libri di testo per le accademie militari di tutto il mondo. Ancora una volta: l’esercito russo sta distruggendo un organismo nazista di zombi, completamente integrato nel corpo della NATO”.

Passiamo ora a Oleg Makarenko, che punta su quella che potremmo definire the Big Picture.

– “L’Occidente si considera ‘tutto il mondo’ solo perché non ha ancora ricevuto un destro sul naso tirato come si deve. È successo che la Russia ora invece glielo stia dando anche grazie al supporto di Asia, Africa e America Latina. E l’Occidente non può farci assolutamente nulla, dal momento che oltre tutto è in ritardo anche in termini di numero di testate nucleari”.

– “L’Europa ha scelto il suo destino. E ha scelto il destino per la Russia. Quello che state vedendo ora è la morte dell’Europa. Anche se non si effettuano attacchi nucleari ai centri industriali, l’Europa è egualmente condannata. In una situazione in cui l’industria europea è rimasta senza fonti energetiche e materie prime russe a basso costo – e la Cina inizierà a ricevere gli stessi vettori energetici e materie prime a prezzi scontati, non si può parlare di una reale concorrenza tra Cina ed Europa. Di conseguenza, proprio lì tutto crollerà: dopo che l’industria crollerà, l’assistenza sociale e la sicurezza sociale crolleranno, inizieranno la fame, il banditismo e il caos totale“.

È giusto considerare Reshetnikov e Makarenko come rappresentanti fedeli del sentimento generale russo, che interpreta la false flag di Bucha come una copertura per nascondere i sistemi nazisti adoperati dai soldati ucraini nei confronti di quelli russi.

E, se vogliamo scavare ulteriormente, Bucha ha permesso la scomparsa dei laboratori di armi biologiche del Pentagono dall’area occidentale, completo di tutte le sue ramificazioni: l’esistenza dei quali altro non è che la prova di una spinta americana volta a schierare alla fine vere armi di distruzione di massa contro la Russia.

La bufala a più livelli di Bucha doveva includere la presidenza britannica del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che di fatto bloccava una qualsiasi discussione seria, il giorno prima che il Ministero della Difesa russo si sforzasse di presentare alle Nazioni Unite – prevedibilmente meno gli Stati Uniti e il Regno Unito – tutti i dettagli sulle armi biologiche che hanno portato alla luce in Ucraina. I cinesi sono rimasti inorriditi da quello che è stato ritrovato.

Il Comitato investigativo russo almeno sta continuando il suo lavoro, con 100 ricercatori che portano alla luce prove di crimini di guerra in tutto il Donbass da presentare a un tribunale nel prossimo futuro, molto probabilmente istituito per l’occasione a Donetsk.

E questo ci riporta ai fatti sul campo. C’è molta discussione sul possibile finale dell’operazione Z. Una valutazione equa includerebbe la liberazione di tutta Novorossiya e il controllo totale della costa del Mar Nero che attualmente fa parte dell’Ucraina.

L’“Ucraina” infatti non è mai stata un vero e proprio stato; ha sempre fatto parte di un altro stato o impero come la Polonia, l’Austria-Ungheria, la Turchia e, soprattutto, la Russia.

Lo stato russo di riferimento era Kievan Rus. “Ucraina”, in russo antico, significa “regione di confine”. In passato si riferiva alle regioni più occidentali dell’Impero russo. Quando l’Impero iniziò ad espandersi a sud, le nuove regioni annesse principalmente dal dominio turco furono chiamate Novorossiya (“Nuova Russia”) e le regioni nord-orientali Malorossiya (“Piccola Russia”).

E’ stata l’URSS  nei primi anni ’20 a mettere tutto insieme e chiamarlo “Ucraina”, aggiungendo anche la Galizia a ovest, che storicamente non era russa.

Tuttavia lo sviluppo chiave si è avuto quando l’URSS si è sciolta nel 1991. Poiché l’Impero delle menzogne controllava de facto la Russia post-sovietica, non avrebbero mai potuto permettere che le  regioni russe dell’URSS – cioè Novorossiya e Malorossiya – tornassero a far parte della Federazione Russa.

La Russia ora le sta reintegrando, in un modo del tipo “si fa come dico io”.

Vamos un bailar nel Porto Rico europeo

Ormai è anche abbastanza chiaro a qualsiasi seria analisi geopolitica che l’operazione Z ha aperto un vaso di Pandora. E la vittima storica suprema di tutta la tossicità finalmente liberata sarà sicuramente l’Europa.

L’immancabile Michael Hudson, in un nuovo saggio sul dollaro USA che divora l’euro, sostiene un po’ per scherzo ma nemmeno più di tanto che l’Europa potrebbe anche rinunciare la sua valuta e diventare “una versione di Porto Rico”, solo un po’ allargata.

Dopotutto, l’Europa “ha praticamente smesso di essere uno paese politicamente indipendente, e sta cominciando ad assomigliare di più a Panama e alla Liberia – un agglomerato di centri bancari offshore che non sono veri e propri ‘stati’ perché non emettono una propria valuta, ma semplicemente usano il dollaro USA.

In sintonia con alcuni analisti russi, cinesi e iraniani, Hudson afferma che la guerra in Ucraina – in realtà nella sua “versione Nuova Guerra Fredda” – durerà probabilmente “almeno un decennio, forse due, dal momento che gli Stati Uniti estendono la lotta tra neoliberismo e socialismo [intendendo il sistema cinese] per incorporare il tutto in un conflitto mondiale”.

Ciò che potrebbe essere seriamente controverso è se gli Stati Uniti, dopo “la conquista economica dell’Europa”, saranno in grado di “bloccare nuovamente paesi africani, sudamericani e asiatici”. Il processo di integrazione dell’Eurasia, in corso da ormai 10 anni, condotto dalla partnership strategica Russia-Cina e che si espande alla maggior parte del Sud del mondo, difficilmente si fermerà.

Non c’è dubbio, come afferma Hudson, che “l’economia mondiale sta andando letteralmente in fiamme” – con il commercio di armi degli Stati Uniti. Eppure dalla parte giusta della storia abbiamo il Rublegas, il petroyuan e il nuovo sistema monetario/finanziario progettato in collaborazione tra l’Unione economica eurasiatica (EAEU) e la Cina.

E questo è qualcosa che nessuna guerra del tipo cancel culture può eliminare.

di Pepe Escobar, traduzione Martina Giuntoli

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