La cupola occidentale, dopo aver sacrificato la povera Ucraina, è alla ricerca di nuove vittime da scagliare contro la Russia. Armenia e Azerbaijan sono nel mirino della cupola oligarchica. Fino a quando questo fragile equilibrio mondiale potrà reggere? Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Umberto Pascali, Francesco Forciniti e Roberto Quaglia

La tensione geopolitica che coinvolge Armenia e Azerbaijan ha assunto toni preoccupanti, con il rischio di un conflitto che potrebbe trascinare l'intera regione in una nuova guerra. La situazione è particolarmente delicata, poiché entrambe le nazioni, storicamente in conflitto, sembrano ora convergere contro la Russia, un attore chiave nella regione. La recente convocazione dell'ambasciatore azero da parte del Ministero degli Esteri russo, in seguito all'arresto di giornalisti russi a Baku, evidenzia le crescenti frizioni tra Mosca e Baku, aggravate da accuse reciproche di imperialismo e repressione.
Il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, ha denunciato un presunto tentativo di colpo di stato orchestrato da forze interne legate al clero, mentre l'opposizione armena parla di una repressione contro la chiesa, che sta contribuendo a un clima di instabilità. Tali eventi richiamano alla mente il recente passato dell'Ucraina, dove le tensioni interne sono state sfruttate da potenze esterne per destabilizzare il governo. Il parallelo tra le due situazioni suggerisce che la "cupola oligarchica" di cui si parla frequentemente stia cercando nuovi "burattini" da utilizzare nel suo gioco di potere.
Il coinvolgimento dell'Unione Europea e delle ONG occidentali in Armenia è un elemento che solleva interrogativi sul reale obiettivo di tali manovre. La cooperazione tra Armenia e UE è stata recentemente intensificata, con accordi che mirano a stabilizzare la situazione, ma che potrebbero anche essere interpretati come un tentativo di isolare ulteriormente la Russia. Questo scenario di competizione geopolitica si inserisce in un contesto più ampio, dove i conflitti regionali vengono spesso utilizzati come strumenti per raggiungere obiettivi di potere globale.
La prospettiva di un nuovo conflitto nel Caucaso non è solo una questione locale, ma riflette le dinamiche di una guerra globale in corso, dove le potenze occidentali sembrano pronte a sacrificare paesi e popolazioni per mantenere il loro dominio. La domanda che sorge spontanea è fino a quando questo fragile equilibrio potrà reggere. Gli attuali sviluppi suggeriscono che la stabilità nella regione è a rischio e che le conseguenze di un'escalation potrebbero essere devastanti non solo per Armenia e Azerbaijan, ma per l'intera Eurasia.
In questo contesto, è fondamentale che l'opinione pubblica internazionale rimanga vigile e consapevole delle manovre geopolitiche in atto. La storia ha dimostrato che gli interessi delle grandi potenze spesso si traducono in conflitti sanguinosi, e il rischio di una terza guerra mondiale, sebbene lontano, non può essere sottovalutato. La questione non è solo quella di evitare una guerra, ma di comprendere le forze che la alimentano e le responsabilità di chi gioca con il destino di interi popoli.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

