Meglio un encefalo senile, lacunoso e annebbiato, piuttosto che un cervello vigoroso e vigile. Meglio ancora se il burattino in stato di confusione mentale è decisamente logoro, reduce da mille maneggi inconfessabili, anche operati con la complicità di familiari che risulterebbero impresentabili persino nel terzo mondo della politica. Si sfiora la perfezione se il soggetto è infinitamente ricattabile, visto che la sua stessa designazione istituzionale nasce da una lunga notte popolata da voti fantasma e trucchi contabili. Si avrà una sorta di algoritmo perfetto, funzionale alla reiterazione illimitata del reato: il male allo stato puro, senza più neppure il bisogno cosmetico di improvvisare giustificazioni credibili, ancorché inventate e presentate dai media come dogmi religiosi intoccabili.

La storia suggerisce che tutte le dittature prima o poi crollano: a far collassare la cupola, provocando la decisiva ribellione interna, è una ferma opposizione materiale – economica, militare – che proviene dall’esterno. L’incognita: quanta sofferenza richiede, la guarigione (quanto tempo). Oggi, lo scenario è largamente inedito: perché la dittatura del male non presenta più limiti territoriali, regionali o continentali; è estesa all’intero pianeta: la Terra è sottoposta alla medesima, violenta follia eversiva e virtualmente totalitaria. Come se tanta malcelata disperazione, da parte della piramide, includesse il rischio – forse reale – del ricorso ad armi di distruzione di massa finora mai usate, alle nostre latitudini, dove a dettare legge è la menzogna e dove la verità è ormai perseguitata come eresia.

GIORGIO CATTANEO