La guerra in ucraina ha impresso un’accelerazione alla tendenza al suicidio politico nei vari leader della destra, che già si era palesata in varie occasioni. In questa gara a chi sparisce prima, l’ex “capitano” merita sicuramente il primo posto.

Non contento di aver dimezzato i propri voti (a favore della concorrente Meloni), sostenendo il governo Draghi e appoggiando, pur con qualche mugugno, le misure sanitarie folli e anticostituzionali di “Papà Banchiere”, ora Salvini condanna Putin e afferma che “la Russia ha torto”. Sì, è lo stesso Salvini (o almeno gli somiglia molto) che si faceva i selfie sulla Piazza Rossa con indosso la maglietta di Putin.

In un primo momento il leader leghista si era limitato a condannare genericamente tutte le aggressioni militari, ma poi, incalzato dagli esponenti del PD che, rinfacciandogli i suoi trascorsi filo putiniani, pretendevano parole di condanna chiare del presidente russo, come il solito ha ceduto perdendo la faccia o quel che ne rimane. E perdendola di brutto: si è mostrato raccolto in preghiera notturna davanti al portone (chiuso) dell’ambasciata ucraina. Toccato il fondo, almeno, non si potrà che risalire.

Frattanto Salvini ora appare a tutti per quello che è, una banderuola che oggi dice una cosa e domani il contrario e, cosa ancora più umiliante, che finisce per prendere ordini dal PD.

E che dire di “iosonogiorgia”?

La Meloni, l’Evita Peron della Garbatella ha condannato duramente l’operazione russa affermando «È il tempo delle scelte di campo. L’Occidente e la comunità internazionale siano uniti nel mettere in campo ogni utile misura a sostegno di Kiev e del rispetto del diritto internazionale».

Entrambi, ovviamente, hanno dato pieno mandato a Draghi per la gestione della crisi internazionale in corso.

Le parole dei leader della destra sedicente sovranista sono un clamoroso autogol. Putin ha ragione, perché ha cercato in tutti i modi di tutelare la sicurezza e gli interessi strategici russi con il dialogo con l’occidente, ricevendo puntualmente porte in faccia, ed ha usato l’azione militare come ultima carta. Ma soprattutto Putin non minaccia in nessun modo l’Italia e sarebbe invece per noi un partner strategico, sia per la sicurezza che da un punto di vista economico. Questo lo sa bene l’opinione pubblica italiana, e lo sa quell’elettorato che aveva consentito a Salvini di prendere più voti della DC  e a Fratelli d’Italia di diventare recentemente il primo partito in tutti i sondaggi.

Le conseguenze economiche e geopolitiche per l’Europa, e in primis per l’Italia e la Germania, dello scontro con la Russia saranno devastanti e gli elettori le sperimentano già sulla bolletta dell’elettricità.

L’immagine che ne esce per la nostra “destra identitaria” è devastante: quella di un gruppo di politicanti senza spina dorsale, capaci di dire qualsiasi cosa pur di prendere voti e di negarla subito dopo pur di obbedire ai loro padroni a Washington o Bruxelles, svendendo come se nulla fosse la sicurezza e l’interesse nazionale. D’altronde sono “figli politici” di Berlusconi, colui che dopo avere firmato un trattato di amicizia con Gheddafi ha bombardato la Libia perchè lo volevano gli americani. Creando al proprio Paese un danno enorme dal punto di vista economico, della sicurezza e della credibilità internazionale, esponendo per giunta l’Italia a una catastrofe migratoria senza precedenti. Sono dei veri patrioti, non c’è che dire.

ARNALDO VITANGELI

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