La Cina si accaparra il cibo: ha già comprato metà delle scorte mondiali di cereali

Cina cibo

La Cina sta accaparrandosi il cibo di tutto il mondo. Ha già acquistato la metà delle scorte globali di cereali. Secondo le proiezioni, nel giugno prossimo arriverà a possedere il 69% delle riserve mondiali di mais, il 60% di quelle di riso e il 51% di quelle di grano.

Praticamente, la Cina si è messa in condizione non solo di avere da mangiare, ma anche di tenere in pugno tutti coloro (come ad esempio l’Italia) che non sono autosufficienti dal punto di vista della produzione alimentare. Infatti di tutto, o quasi, si può fare a meno: ma non dell’energia (che in Europa è scarsa e cara) e del cibo.

L’accumulazione cinese di scorte alimentari è uno di quei temi che meriterebbero ampio dibattito politico e solide contromisure. Naturalmente, nulla di tutto ciò. Va vista alla luce (assai tetra) di altri due fatti.

Il primo fatto è il già consistente aumento del prezzo dei generi alimentari verificatosi negli ultimi mesi. Ovviamente, se la Cina continua a fare acquisti il prezzo di ciò che rimarrà disponibile non potrà che aumentare ancora. Già ora, proprio per il rincaro del cibo, la spesa al supermercato è aumentata in Italia ben più del già rispettabilissimo tasso di inflazione.

Inoltre – ed è il secondo fatto da considerare – durante questo 2022 coltivare i campi sarà più difficile e più costoso. Le cause sono da un lato il rincaro dell’energia e dall’altro la penuria di fertilizzanti. Senza l’uso, ripetuto ogni anno, dei fertilizzanti, nei campi cresce ben poco.

Anche nella penuria di fertilizzanti c’è lo zampino della Cina. E’ infatti il maggior produttore mondiale di fertilizzanti a base di fosforo e ha deciso di chiudere i rubinetti delle esportazioni fino a giugno. I fertilizzanti vanno sparsi sulla terra prima della semina. A giugno, cioè quando riprenderanno le esportazioni cinesi, nell’emisfero Nord del mondo (Italia ed Europa comprese) le semine di mais, riso e grano saranno abbondantemente ultimate.

Praticamente, la Cina si sta mettendo in condizione di essere ampiamente autosufficiente dal punto di vista alimentare. E poi di godersi lo spettacolo del resto del mondo che si trova in stato di necessità.

I Paesi più poveri ed affamati dovranno andare dalla Cina col cappello in mano per chiedere una pagnotta e un pugno di riso: cosa che accrescerà l’influenza della Cina in Africa ed altrove. Parallelamente in Occidente la gente dovrà dirottare una maggior quota di reddito verso l’acquisto del cibo. Chi già fatica a mettere insieme il pranzo con la cena si troverà in difficoltà più gravi; inoltre gli altri settori economici non potranno non contrarsi.

E’ significativo che nessuno, in Occidente, parli dell‘accaparramento di cibo da parte della Cina. Lasciano fare al mercato. E in ogni caso i poveri sempre più poveri (e i ricchi sempre più ricchi) fanno parte della distruzione creativa post Covid che piace alla gente come Draghi.

GIULIA BURGAZZI

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