Che cosa è andato distrutto con il bombardamento russo sul deposito di munizioni di Khmelnitsky, in Ucraina? Le immagini mostrano una ciclopica palla di fuoco dalla poco rassicurante forma di fungo. Si parla molto di un aumento della radioattività, che tuttavia è dubbio. Molto meno si parla dei terremoti che certamente si sono verificati a Khmelnitsky in concomitanza con il bombardamento. Che botta, le armi occidentali!

Vicino al deposito di munizioni distrutto dal bombardamento russo ha avuto luogo uno sciame sismico composto da nove scosse in poche ore con epicentri concentrati in una decina di chilometri. Quattro scosse hanno avuto un’intensità pari o superiore a magnitudo 3: quella, si dice, di solito sufficiente a svegliare la gente che dorme nelle case.

IL BOMBARDAMENTO SU KHMELNITSKY

Il bombardamento su Khmelnitsky ha avuto luogo nelle prime ore di sabato 13 maggio 2023. I grandi media sono avari di informazioni su quantità e qualità degli “strumenti di pace” tipo missili e bombe (così i governi presentano le armi destinate all’Ucraina) che il bombardamento ha distrutto. Sono stati pagati verosimilmente con soldi occidentali, europei, italiani. Poveri i nostri soldi, che potevano certo essere spesi per scopi più utili e migliori.

Secondo le pudiche fonti ucraine, a Khmelnitsky è stata distrutta “un’infrastruttura critica”. Si è verificato un incendio, 11 persone sono rimaste ferite e la gente ha udito 10 esplosioni. Il tabloid britannico Daily Mail mostra la palla di fuoco a forma di fungo e parla apertamente di deposito di munizioni. Del resto, cosa altro potrebbe esplodere in quel modo?

Ecco uno dei video relativi all’esplosione. Impossibile verificare l’affermazione che sono state distrutte armi e munizioni del valore di 500 milioni di dollari.

DUBBI SULLA RADIOATTIVITÀ

Il poco rassicurante fungo e l’intensità dell’esplosione sembrano suggerire che a Khmelnytsky ci fosse qualcosa di radioattivo. Molti account Twitter hanno rilanciato l’aumento di radiazioni gamma verificatosi nella zona, spesso legandolo alla presenza nel deposito dei proiettili di uranio impoverito che la Gran Bretagna ha promesso all’Ucraina. Tuttavia la faccenda è dubbia.

Effettivamente, interrogando il database della Commissione europea relativo al monitoraggio della radioattività ambientale si generano i grafici (non dotati di link proprio) rilanciati su Twitter. A Khmelnytsky si è davvero verificato un picco, sebbene di intensità non particolarmente allarmante. Tuttavia ha cominciato a manifestarsi almeno 24 ore prima del bombardamento: cosa che porta ad escludere un rapporto di causa-effetto.

I TERREMOTI A KHMELNITSKY

La stretta concomitanza temporale con il bombardamento invece è certa per i terremoti. L’orario delle scosse collima con quello riportato dal Daily Mail per il bombardamento russo sul deposito ucraino di munizioni. Non si può affermare, ovviamente, che proprio la detonazione delle munizioni abbia innescato la sismicità. Però la coincidenza è come minimo impressionante, anche perché l’Ucraina non è una terra abitualmente molto ballerina.

Il database terremoti della vicina Romania ha registrato le scosse verificatesi la mattina di sabato 13 maggio a Khmelnytsky. Preferiamo tuttavia citarle attraverso un sito amatoriale, che ha i link alla fonte rumena dei dati e che, a differenza di quest’ultima, fornisce anche l’ora locale e non solo l’ora universale.

Ed ecco i terremoti a Khmelnytsky, nell’ordine. Si comincia con una scossa di magnitudo 3,1 alle 4,15 del mattino. Poi magnitudo 3,4 alle 4,52. Quest’ultima scossa, la più forte, figura anche nel database dell’Emsc, il Centro sismologico euro mediterraneo. Lo sciame sismico continua. Magnitudo 2,9 alle 5,07; magnitudo 3 alle 5,16; magnitudo 2,4 alle 5,25; magnitudo 3,1 alle 6,10; magnitudo 2,9 alle 6,15; magnitudo 2,5 alle 7,43; di nuovo magnitudo 2,5 alle 8,19.

Verosimilmente, l’Ucraina non immagazzinava a Khmelnytsky tutte le armi e le munizioni in suo possesso. Si può solo immaginare l’immensità delle santebarbare pagate con i nostri soldi che se ne stanno andando in fumo. Nella medesima notte, infatti, i bombardamenti russi hanno colpito anche altri depositi di munizioni, come quello situato a Ternopol. Peccato che gli sproloqui sulla controffensiva di solito non ne parlino. Sarebbe utile per fornire un metro di misura dei fatti.

GIULIA BURGAZZI

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