Il prof. Bertoglio, fra i massimi esperti al mondo di hantavirus, smonta la narrazione terroristica organizzata dai soliti media. "Il vaccino non serve..."

Il professor Juan Carlos Bertoglio, riconosciuto esperto di hantavirus, ha recentemente affrontato la crescente preoccupazione mediatica riguardo a questo virus, dopo che alcuni casi di contagio sono stati segnalati in una crociera. Bertoglio ha messo in discussione la narrazione allarmistica diffusa dai media, evidenziando che il hantavirus non è nuovo e che i casi, sebbene gravi, sono gestibili e non rappresentano una minaccia di pandemia simile a quella di altri virus.
Secondo Bertoglio, il hantavirus si trasmette principalmente attraverso l'inalazione di particelle fecali o urinarie di roditori infetti, e non esistono prove significative di trasmissione da uomo a uomo. In Cile, dove ha operato per decenni, il numero di casi è rimasto relativamente costante nel tempo, con circa 35-40 infezioni segnalate annualmente. La mortalità, se non trattata, può arrivare fino al 40%, ma con un intervento tempestivo e appropriato, può essere ridotta drasticamente.
Il professor Bertoglio ha sottolineato l'importanza di una diagnosi precoce e di un trattamento adeguato, che può includere protocolli sviluppati in collaborazione con colleghi argentini. Ha inoltre messo in evidenza come l'educazione sanitaria e la consapevolezza ambientale siano cruciali per prevenire i contagi, suggerendo che il problema sia più ecologico che sanitario. L'attenzione dovrebbe essere rivolta a gestire l'habitat dei roditori piuttosto che a generare panico tra la popolazione.
Riguardo ai vaccini, Bertoglio ha espresso scetticismo nei confronti delle soluzioni basate su tecnologie mRNA, preferendo approcci più tradizionali e sicuri. Ha menzionato un vaccino sperimentale sviluppato in Cile, che ha mostrato risultati promettenti negli animali, ma ha anche evidenziato la difficoltà di ottenere supporto per la sua diffusione a causa della scarsa incidenza della malattia. Il professor Bertoglio ha quindi invitato a considerare l'immunità naturale come una valida alternativa, sottolineando che la risposta immunitaria naturale è spesso più efficace e sostenibile rispetto a interventi farmacologici artificiali.
In conclusione, l'intervento del professor Bertoglio si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione della salute pubblica e sulla comunicazione dei rischi. La sua posizione invita a una riflessione critica sulle narrazioni mediatiche e sui veri pericoli rappresentati dal hantavirus, suggerendo che una buona informazione e una corretta gestione ambientale possano ridurre significativamente i rischi associati a questo virus.
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