Il dott. Juan C. Bertoglio, docente universitario ed esperto di immunologia, spiega la differenza fra i vaccini usati in Cile e quelli usati in Occidente. "Pfizer, Moderna e gli altri vaccini usati in Europa non possono fare nulla contro le varianti, essendo stati preparati in tutta fretta solo con l'obiettivo di riconoscere la proteina spike"

Il dottor Juan C. Bertoglio, docente universitario ed esperto di immunologia, ha recentemente messo in discussione le attuali pratiche vaccinali contro il Covid-19, in particolare l'idea di somministrare richiami ogni tre mesi. Secondo Bertoglio, la variante Omicron si presenta come meno pericolosa rispetto alle precedenti e la continua somministrazione di vaccini specifici potrebbe non avere senso. La sua analisi si basa sulla differenza tra i vaccini utilizzati in Cile e quelli impiegati in Occidente, come Pfizer e Moderna, che sono stati sviluppati in fretta e si concentrano principalmente sulla proteina spike del virus.
Bertoglio sottolinea che i vaccini occidentali, essendo monovalenti, perdono efficacia con l'emergere di varianti che mutano la proteina spike. Al contrario, il vaccino cinese CoronaVac, utilizzato in Cile, è un vaccino polivalente che induce una risposta immunitaria più ampia, colpendo vari componenti del virus. Questo approccio ha portato a un significativo abbattimento dei casi di Covid-19 nel paese, con una riduzione da centinaia a pochi casi al giorno. Bertoglio evidenzia che, in Cile, la campagna vaccinale ha avuto successo e ha portato il paese a una situazione di quasi normalità, senza restrizioni sanitarie.
Il dottore critica la strategia vaccinale adottata in Europa e negli Stati Uniti, affermando che la continua somministrazione di richiami con lo stesso vaccino potrebbe non solo essere inefficace, ma anche potenzialmente dannosa. Secondo Bertoglio, ripetuti richiami non affrontano il problema delle varianti, poiché non si cambia il target del vaccino. La sua posizione si basa sull'idea che la vaccinazione dovrebbe mirare a generare un'immunità più completa, simile a quella ottenuta attraverso i vaccini tradizionali, piuttosto che concentrarsi su un singolo aspetto del virus.
Inoltre, Bertoglio si sofferma sulla questione della sicurezza dei vaccini, suggerendo che i vaccini tradizionali potrebbero presentare un profilo di sicurezza migliore rispetto a quelli a mRNA, i quali sono stati associati a eventi avversi. La sua esperienza in Cile, dove la campagna vaccinale è stata monitorata con attenzione, ha portato a risultati positivi che contraddicono le narrazioni prevalenti in Occidente. Questa differenza di approccio e risultati ha sollevato interrogativi sulla gestione della pandemia e sulla trasparenza delle informazioni fornite al pubblico.
In conclusione, le affermazioni di Bertoglio invitano a una riflessione critica sulle attuali strategie vaccinali e sulla necessità di adattarle al contesto epidemiologico in evoluzione. La sua analisi pone l'accento sull'importanza di una vaccinazione che tenga conto delle varianti e dell'immunità complessiva, suggerendo che continuare a somministrare gli stessi vaccini potrebbe non essere la soluzione ottimale per affrontare la pandemia nel lungo termine.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.


