In questa intervista condotta da Glenn Diesen l'8 Marzo 2026, il professor Jeffrey Sachs analizza con estrema lucidità la drammatica escalation globale in corso. Con il conflitto contro l'Iran entrato nella sua seconda settimana, Sachs descrive un mondo sull'orlo di una crisi irreversibile.

La recente intervista con il professor Jeffrey Sachs ha messo in luce una situazione geopolitica sempre più allarmante, caratterizzata dalla crescente instabilità e dalla possibilità di un conflitto globale. Con il conflitto contro l'Iran che ha ormai superato la seconda settimana, Sachs descrive un mondo che sembra avviarsi verso una crisi irreversibile. La sua analisi si concentra sulla strategia degli Stati Unite, guidata da Donald Trump, che egli definisce un "delirio megalomane" volto a smantellare il diritto internazionale e le istituzioni come le Nazioni Unite.
Sachs critica aspramente non solo la politica estera americana, ma anche la complicità di un'Europa che, a suo avviso, si è ridotta a un semplice vassallo degli Stati Unite. Sottolinea come la Germania, sotto la guida di Friedrich Merz, stia abbracciando una linea militarista che rischia di compromettere la stabilità del continente. Il professore evoca un parallelo storico con la caduta della Repubblica Romana, avvertendo che l'attuale transizione verso un impero americano, contraria alla multipolarità, potrebbe portare a uno scontro nucleare con potenze come Russia e Cina.
Un altro aspetto cruciale sollevato da Sachs è l'indebolimento dello stato di diritto, un fenomeno che si manifesta non solo negli Stati Unite ma anche in Europa. Secondo lui, la retorica aggressiva di Trump e l'assenza di una strategia chiara sono sintomi di una crisi più profonda, caratterizzata da una crescente imprevedibilità e da una mancanza di rispetto per le norme internazionali. La denuncia da parte di Sachs dell'atteggiamento degli Stati Unite nei confronti delle Nazioni Unite è particolarmente incisiva: la ritirata da agenzie internazionali e il disprezzo per i trattati di disarmo nucleare rappresentano un attacco diretto alla stabilità globale.
In questo contesto, la richiesta di un ritorno al pragmatismo e alla cooperazione emerge come una necessità urgente. Sachs avverte che solo un cambio di rotta può prevenire il deterioramento della situazione e il rischio di una guerra globale. La sua analisi serve da monito per i leader mondiali, invitandoli a riflettere sulle conseguenze delle loro azioni e a riconsiderare la loro posizione nei confronti della diplomazia e della cooperazione internazionale.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

