Il vero obiettivo di Israele è un cambio di regime in Iran, sebbene quest'ultimo abbia più carte da giocare, spiega Giacomo Gabellini intervistato da Enrica Perucchietti.

Il conflitto tra Israele e Iran si intensifica, con Israele che sembra puntare a un cambio di regime a Teheran. Giacomo Gabellini, in un'analisi approfondita, sottolinea come l'obiettivo principale di Israele non sia tanto la distruzione del programma nucleare iraniano, quanto piuttosto l'instaurazione di un governo più favorevole ai suoi interessi. Questa strategia non è nuova; già in passato, il primo ministro israeliano Netanyahu ha esortato il popolo iraniano a ribellarsi contro il regime della Repubblica Islamica, instaurato dopo la rivoluzione del 1979.
La risposta iraniana agli attacchi israeliani è stata sorprendentemente robusta, evidenziando le capacità militari del paese. Con quasi 90 milioni di abitanti e una popolazione altamente istruita, l'Iran ha sviluppato una notevole competenza tecnologica, fondamentale per il suo programma nucleare. Gabellini evidenzia che l'Iran non è un avversario da sottovalutare e che gli attacchi mirati israeliani, storicamente volti a decapitare la leadership iraniana, hanno dimostrato di avere scarso impatto sul sistema nel suo complesso.
Il ragionamento di Israele sul cambio di regime sembra ignorare il rischio di innescare reazioni indesiderate, come l'emergere di figure politiche ancora più radicali. Questa mentalità, secondo Gabellini, è comune anche tra le élite occidentali, che spesso sottovalutano la resilienza dei regimi avversari e la complessità delle dinamiche interne. La storia recente ha mostrato che tentativi simili di destabilizzazione, come quelli in Libia e Siria, hanno portato a risultati imprevisti e spesso disastrosi.
Inoltre, la posizione di Israele è complicata dalla sua dipendenza dagli Stati Uniti, che rimangono un alleato fondamentale. Tuttavia, la capacità di Washington di sostenere simultaneamente più fronti, come quello ucraino e quello mediorientale, è messa alla prova. Con le risorse militari statunitensi già sotto pressione, la situazione potrebbe diventare insostenibile per Israele, che ha bisogno di un supporto costante per affrontare le crescenti minacce.
In questo contesto, l'Iran si trova in una posizione strategica favorevole. La sua estensione geografica, le risorse naturali e una popolazione distribuita su un ampio territorio rendono difficile per Israele infliggere colpi decisivi. La capacità dell'Iran di rispondere in modo graduato e strategico agli attacchi israeliani, insieme alla sua determinazione a mantenere la sovranità, suggerisce che la partita è ancora aperta e che un cambio di regime non è affatto garantito.
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