Israele, il canarino nella miniera del Covid, ha smesso di cantare un’altra volta: a “dispetto” della massiccia vaccinazione ormai alla quarta dose, il numero di morti ha letteralmente polverizzato i record delle precedenti ondate. Qui sotto il grafico tratto da World of Meters. Anche i casi di Covid grave hanno segnato un record. Un tempo, i minatori portavano con sé nelle miniere canarini abituati a cantare incessantemente: e finché lo facevano, si era certi che non fossero in corso fughe di gas letali. E adesso? Cosa dice il silenzio del canarino israeliano?

record morti covid israele

Israele ha fatto da apripista mondiale, ormai più di un anno fa, nella vaccinazione massiccia. Nell’estate scorsa per primo ha dovuto fare i conti con gli ospedali pieni di vaccinati e ha reagito somministrando per primo la terza dose di vaccino, senza neanche i test clinici preliminari.

Il mondo – o almeno l’Occidente – ha seguito l’esempio israeliano. Però poi Israele ha visto che il Covid rialzava di nuovo la testa: segno che la terza dose non è risolutiva. E dunque, sempre per primo nel mondo, Israele a fine 2021 ha cominciato a somministrare la quarta dose agli over 60 ritenuti a rischio.  Al momento, secondo i dati ufficiali israeliani, i quadrivaccinati hanno protezione doppia rispetto ai trivaccinati. Dove, attenzione, “protezione doppia” non è sinonimo di protezione totale.

Ormai le autorità sanitarie di mezzo mondo hanno detto e ripetuto che non si può continuare a rivaccinare la gente ad intervalli di mesi, checché dicano o facciano gli israeliani. Ma non è l’unico problema posto dal canarino nella miniera del Covid.

La grande onda di malati gravi e di morti in Israele insegna un’altra cosa. L’ha colta Barak Raveh, dell’Università di Gerusalemme. Qualche giorno fa ha fatto notare che fra gli 822 decessi registrati dall’inizio dell’anno, solo 293 erano di persone non vaccinate. Dunque bisogna chiamare in causa la progressiva riduzione dell’efficacia dei vaccini. Ma si tratta solo di una progressiva riduzione dell’efficacia o c’è di peggio?

Da Israele non giungono dati minuziosi e comparabili a quelli della Scozia dove ormai è chiaro – con numeri statisticamente pesati – che i vaccinati con due dosi si ammalano e muoiono più dei non vaccinati. Esistono anche studi che suggeriscono come, dopo qualche tempo, la protezione offerta da due dosi di vaccino diventa negativa. Ovvero, è più vantaggioso non essersi mai vaccinati che essersi vaccinati con due dosi.

Il tempo dirà se Israele sta sperimentando che, dopo qualche tempo, anche la protezione offerta da tre dosi di vaccino diventa negativa. Nell’attesa, le autorità sanitarie di tutto il mondo farebbero bene a rispettare il silenzio del canarino israeliano.

GIULIA BURGAZZI

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