Netanyahu sostiene che l'Aeronautica militare israeliana domina i cieli di Teheran. Giallo sul veto USA di uccidere Khamenei, mentre Trump propone Putin come mediatore. Ne parliamo a Dietro il Sipario insieme a Pino Cabras, Francesco Forciniti e Giuseppe Masala. Conduce: Enrica Perucchietti.

La situazione in Medio Oriente si fa sempre più critica, dopo che un raid aereo israeliano ha colpito la TV di stato iraniana, un atto che segna un'escalation significativa nel conflitto tra Israele e Iran. Durante l'attacco, la conduttrice del programma era in diretta e ha dovuto fuggire mentre lo studio veniva avvolto dal fumo. Questo bombardamento ha suscitato preoccupazioni per le conseguenze umanitarie, con rapporti che indicano un alto numero di vittime civili, in un contesto già teso e complesso.
Israele ha dichiarato di aver raggiunto la superiorità aerea su Teheran, mentre l'Iran, pur continuando a subire attacchi, ha aperto a un dialogo per la de-escalation. Tuttavia, le parole di Netanyahu, che afferma il dominio nei cieli iraniani, sembrano contraddette dalla realtà sul campo, dove l'Iran ha dimostrato di avere capacità missilistiche significative. Le operazioni militari israeliane, denominate "Leone Nascente", hanno colpito obiettivi strategici, ma anche civili, sollevando interrogativi sulla legittimità di tali attacchi.
Il conflitto si inserisce in un contesto geopolitico complesso, dove gli Stati Uniti, tradizionale alleato di Israele, si trovano a dover gestire una situazione delicata. Donald Trump ha recentemente dichiarato che gli USA non sono coinvolti nel conflitto, ma la realtà suggerisce un coinvolgimento indiretto, con rapporti che indicano l'uso dello spazio aereo statunitense per le operazioni israeliane. Questo solleva interrogativi sulla vera natura dell'impegno americano e sulla possibilità di un'ulteriore escalation, che potrebbe coinvolgere anche altri attori regionali, come la Turchia e la Russia.
In questo scenario di tensione, l'idea di una mediazione russa, proposta da Trump, sembra una mossa strategica per cercare di riportare la calma. Tuttavia, la storia recente mostra che le dinamiche di potere in Medio Oriente sono complesse e difficili da gestire. La questione iraniana è storicamente legata a interessi geopolitici più ampi, dove la stabilità della regione è spesso sacrificata per obiettivi politici e militari. La paura di un conflitto su vasta scala, che potrebbe coinvolgere più potenze, rimane palpabile.
Il bombardamento della TV di stato iraniana non è solo un attacco a un obiettivo militare, ma un segnale di una volontà di colpire anche il tessuto sociale e culturale di un paese. Questo porta a interrogarsi sul futuro della regione e sulla possibilità di un dialogo autentico, in un contesto dove la violenza sembra prevalere su ogni tentativo di pacificazione. Le parole di pace rischiano di rimanere solo retorica, mentre le popolazioni civili continuano a pagare il prezzo di conflitti che sembrano non avere una fine.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

