Lo studio ha mostrato due casi, tali in cui, il vaccino Covishield ha evidenziato una correlazione temporale e, quindi, molto probabilmente ha agito come fattore scatenante per lo sviluppo dell’AIH.

da: https://www.newindianexpress.com/thesundaystandard/2021/jul/11/rare-autoimmune-hepatitis-in-people-vaccinated-with-covishield-finds-study-2328374.html

By Somrita Ghosh

Anche se la maggior parte delle reazioni avverse dei vaccini Covid sono state finora eventi lievi come febbre e mialgia, un recente studio afferma che il vaccino Covishield [la versione indianadi AstraZeneca’sVaxzevria] ha effetti collaterali più gravi nei pazienti, sotto forma di eventi trombo-embolici ed epatite autoimmune (AIH).

Lo studio, intitolato “Epatite autoimmune conseguente alla vaccinazione contro il Covid“, condotto dall’Istituto per le malattie e trapianto del fegato ,The Institute of Liver Disease and Transplantation, Dr Rela Institute and Medical Center e Bharath Institute of HigherEducation and Research, Chennai, e pubblicato sulla rivista Elsevier ha evidenziato che mentre l’AIH innescata da virus è ben conosciuta, l’AIH successiva a una vaccinazione, sebbene sia stata descritta in precedenza, è estremamente rara.

“I vaccini sono una causa molto rara di AIH. Segnaliamo due di questi casi di AIH innescati dalla vaccinazione contro il Covid (Covishield). Mentre un paziente ha recuperato senza problemi particolari, un altro ha sviluppato la malattia al fegato. La nostra è la prima segnalazione di AIH correlata alla vaccinazione Covishield e la seconda in assoluto dopo qualsiasi forma di vaccinazione Covid. Speriamo che questa relazione non agisca da deterrente per coloro che intendono vaccinarsi. Tuttavia, speriamo anche di aumentare la consapevolezza dei suoi potenziali effetti collaterali e di incrementare  il ruolo della farmacovigilanza nel gestire il trattamento “,

ha osservato lo studio scritto dal dott. Mohamed Rela insieme al dott. AshwinRammohan, al dott. DineshJothimani, al dott. MukulVij e al dott. AkilaRajakumar.

Lo studio ha presentato due di questi casi in cui il vaccino Covishield ha mostrato una correlazione temporale e, quindi, molto probabilmente ha agito come fattore scatenante per lo sviluppo dell’AIH. Il primo è un caso di un’operatrice sanitaria di 38 anni senza infezione da Covid che è stata ricoverata con grave ittero 20 giorni dopo la somministrazione del vaccino Covishield. Apparentemente stava bene fino a una settimana dopo la vaccinazione, quando ha iniziato a sviluppare sintomi di febbre con affaticamento. Era in cura per l’ipotiroidismo da 8 anni

Quando la paziente si è presentata in ospedale, i suoi test di funzionalità epatica nonostante un trend decrescente degli enzimi, hanno mostrato un elevato livello di bilirubina totale (pigmento giallastro che si forma durante la normale degradazione dei globuli rossi). I suoi titoli anticorpali proteici spike anti-SARS-CoV2 erano aumentati. È stata eseguita una biopsia epatica che ha mostrato necrosi epatica multiacinare e diffusa proliferazione neocolangiolare.

Lo studio ha riferito che la paziente è stata trattata con steroidi secondo il protocollo di trattamento dell’AIH. I suoi test di funzionalità epatica sono migliorati nella settimana successiva ed è stata dimessa con una dose ridotta di prednisolone secondo le linee guida per il trattamento”.

Il secondo caso è quello di un maschio diabetico di 62 anni che si è presentato con febbre, anoressia e ittero della durata di tre giorni. Era stato vaccinato con Covishield 16 giorni prima del suo ricovero. Nella sua precedente esperienza, due sono gli episodi notevoli di ittero nell’ultimo decennio che si erano risolti con cure casalinghe (con farmaci di uso comune). Al momento del ricovero, i suoi test di funzionalità epatica mostravano livelli elevati di bilirubina.

I suoi titoli anticorpali contro la proteina spike anti-SARSCoV2 erano elevati e il paziente ha sviluppato sensorio alterato nei giorni successivi. C’era proliferazione neo-colangiolare e infiammazione da lieve a moderata. Si è iniziato a somministrare steroidi, nonostante ci fosse solo un miglioramento transitorio nei suoi test di funzionalità epatica. Inoltre, ha subito 5 cicli di plasmaferesi terapeutici. Gli è stato offerto il trapianto di fegato. Tuttavia, a causa di vincoli socio-economici, il paziente e la sua famiglia hanno rifiutato l’offerta.

Dopo un prolungato corso di terapia di supporto, il paziente è morto tre settimane dopo il ricovero.

Lo studio ha rilevato che le reazioni autoimmuni dopo la vaccinazione sono rare e si verificano in meno dello 0,01% di tutti coloro che sono stati vaccinati. Tuttavia, potrebbe esserci una sottostima  di segnalazione poiché è probabile che la maggior parte dei casi sia lieve o asintomatica.

Queste reazioni sono dovute a un’intolleranza immunitaria ai propri antigeni combinata con un fallimento dei sistemi omeostatici intrinseci che impediscono una risposta immunitaria promiscua a questi antigeni.

Traduzione di Mariangela Bassi

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