Incontri “al vertice”: Draghi e il Greta Reset

Fa molto riflettere il riproporsi con insistenza in questi giorni dei temi ambientali di Greta Thunberg, che si incastrano con tempismo perfetto con la fine (nel resto del mondo ma non in Italia) dell’emergenza Covid19.

Ecco che nel trito e ritrito copione sorosiano, melasso idiotizzante e snervante in pieno stile Netflix, al fianco della svedesina compare l’attivista Ungandese Vanessa Nakate. La lista dei personaggi che rispettano il politicamente corretto è quasi completa, mancano le quote arcobaleno ma forse se le riservano per il sequel sul palcoscenico globale dell’ONU.

Ebbene in un discorso da scuole primarie (pur essendo Greta ormai cresciuta) condito di ripetitivi ritornelli e cantilene blah blah blah, l’attivista verde ha ribadito l’inconsistenza dei governanti del mondo in tema ambientale con un puerile  j’accuse planetario.

Pur non negando chi scrive l’urgenza di alcuni temi ambientali quali disboscamenti, deforestazioni massicce, deplastificazione dei mari e del suolo, riduzione dei combustibili fossili e delle emissioni globali di Gas Serra (GHG Green House Gases), trovo scandaloso che tale messaggio venga affidato a personaggi tragici strindberghiani e non si vada a leggere invece chi ha criticato, more geometrico, il modello economico vigente, oggi ancor più esasperato dalla globalizzazione e dall’espandersi delle nuove economie dominanti (Cina, India, Sud Est asiatico). Qualcuno poi mi spiegherà su quale base logica i secoli di inquinamento perpetrati dai paesi occidentali, dalla prima rivoluzione industriale ad oggi erano meno inquinanti (o avevano maggior diritto di inquinare) rispetto a chi “è arrivato tardi” nel sacrificare le risorse del pianeta.

Un esempio su tutti di scienziati che -con ben altri argomenti rispetto alle frignanti ragazzine green- hanno portato a conoscenza del mondo il tema ambientale è Nicolae Georgescu Roegen, nome poco conosciuto ai più ma de facto fondatore dell’Economia Ambientale e di alcuni concetti fondamentali nella profonda critica al modello economico vigente.

Roegen, nato in Romania ma poi trasferitosi a insegnare negli USA (quindi non in Nord Korea), spiega come la scienza economica debba tener conto della ineluttabilità delle leggi della fisica, ed in particolare del secondo principio della termodinamica: a qualsiasi processo economico che produce merci materiali diminuisce la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità futura di produrre altre merci e cose materiali. Inoltre, nel processo economico anche la materia si degrada, ovvero diminuisce tendenzialmente la sua possibilità di essere usata in future attività economiche: una volta disperse nell’ambiente le materie prime precedentemente concentrate in giacimenti nel sottosuolo, queste possono essere reimpiegate nel ciclo economico solo in misura molto minore ed a prezzo di un alto dispendio di energia. Secondo Roegen dunque materia ed energia entrano nel processo economico con un grado di entropia relativamente bassa e ne escono con un’entropia più alta. Da ciò deriva la necessità di ripensare radicalmente la scienza economica, rendendola capace di incorporare il principio dell’entropia e in generale i vincoli ecologici. La teoria della bioeconomia è poi stata tradotta nel sistema economico della decrescita dallo stesso Georgescu-Roegen.

Partendo dal presupposto che un attivista ambientale che non critica il capitalismo è come un asciugatore di scogli, notiamo con una certa diffidenza che lo spazio dato alla Thunberg e alle sue equivalenti quote colorate, il suo flirtare coi potenti del mondo, siano un gioco delle parti al quale abboccano solo i più sprovveduti o ingenui spettatori del circo mediatico main stream. La funzione dei “blah blah blah” della ragazzina prodigio è quella di distrarre la maggior parte dell’attenzione mondiale dai veri problemi che affliggono il pianeta, e che in questi anni abbiamo dovuto notare essere di natura geo-politica e sanitaria oltre che meramente ambientale.

Chissà cosa si sono detti per flirtare in maniera così spudorata ieri Draghi e Greta Thunberg accompagnata dalle “attiviste” Vanessa Nakate e Martina Comparelli? Un incontro che il sempre compassato e freddo Draghi ha detto – «è andato benissimo». Che i Fridays for Futures siano riferiti ai future, contratti derivati, sicuramente cari al Presidente del Consiglio italiano?

PIERLUIGI ORATI

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