Lo Zelensky che crede di dettare legge in Europa sta cominciando a stancare un po’ di persone. Soprattutto dopo l’ultima uscita in cui ha definito personaggio non gradito in Ucraina il presidente della Repubblica tedesca Steinmaier. Il rifiuto del presunto eroe ucraino di ricevere il presidente tedesco ha causato la forte irritazione del cancelliere Scholz.

Il successore di Angela Merkel al Bundestag ha, per l’appunto, definito “irritante” il rifiuto di Zelensky di ricevere Steinmaier che iunfatti ha fatto sapere che non è in programma un suo viaggio a Kiev.

A sorpresa arriva in soccorso di Scholz e contro Zelensky una delle personalità politiche più interventiste, ovvero il segretario del Pd Enrico Letta che in un tweet demolisce il presidente ucraino Né un Paese membro né un Paese candidato a divenire membro dell’Unione europea può considerare persona non grata il presidente di un altro Paese.” Così appunto si esprime il segretario del Partito Democratico su Zelensky.

A sorpresa Letta riprende anche Biden sull’accusa di genocidio da parte dei russi Io non avrei usato il termine genocidio” dice ancora Letta su Biden. Questa posizione è vicina a quella del presidente francese Macron che ha ammonito Biden sull’uso di questa parola. Letta, si sa, è un uomo dei francesi, e quindi questa comunanza di sentire tra lui e Macron non stupisce. E’ però indice di un riposizionamento. Inoltre Letta si dice perplesso sugli accordi con l’Egitto a causa della vicenda Regeni.

Zelensky si dice “deluso” dal presidente francese, ma forse è anche impaurito, perché nota riposizionamenti importanti. Macron, Scholz e anche Letta, che comunque è il segretario del primo partito italiano. Lo Zelensky che flagella Francia e Germania non può che portare ad una tensione tra Ucraina ed Europa e forse sarebbe la cosa migliore se non si vuole una guerra europea per conto degli Stati Uniti. Zelensky sta facendo tutto da solo

Ma pure il mondo giornalistico italiano si sta riposizionando. Da segnalare un articolo dell’ultra-liberal Huffington Post che dice chiaramente: basta ipocrisia, per ora al gas russo non possiamo rinunciare. L’articolista Maurizio Guandalini spiega chiaramente che dopo il virus la chiusura dei rubinetti del gas porterebbe ad uno tsunami finanziario senza precedenti prendendo le distanze dalla semplificazione draghiana “pace o condizionatore acceso”.

A cosa sono dovuti questi riposizionamenti? Certamente in parte a Zelensky, che con la sua arroganza si sta alienando diverse simpatie. Ma anche al fatto che ci si sta sempre più accorgendo che Putin non sta perdendo la guerra e che siamo in presenza di un possibile allargamento pericoloso di un conflitto potenzialmente nucleare.

ANDREA SARTORI

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