Perché un’azienda cinese che ufficialmente produce test di gravidanza e kit diagnostici per il Covid dovrebbe condurre loschi affari nella regione di San Joaquin in California? È quello che gli inquirenti si sono chiesti ad aprile 2023 dopo aver fatto una scoperta a dir poco inquietante nella città di Reedley.

All’interno di un anonimo capannone hanno trovato quello che, secondo gli accertamenti condotti, pare a tutti gli effetti un laboratorio biomedico abusivo. L’investigazione iniziale e la messa in sicurezza dei luoghi, entrambe durate mesi, sono state tenute pressoché nascoste a media e social e per questo solo adesso si conoscono alcuni dei retroscena più sconvolgenti.

Tutto è cominciato con un flessibile da giardino che spuntava dal muro sul retro di un edificio fatiscente situato alla periferia di Reedley. Viste le condizioni della struttura, era presumibile ipotizzare che quel tubo non dovesse, né potesse, trovarsi lì. Pertanto le autorità locali hanno chiesto e ottenuto un mandato di perquisizione. Una volta dentro, si sono trovati di fronte ad uno spettacolo incredibile.

IL RITROVAMENTO IN CALIFORNIA

Quello che sembrava essere solo un vecchio edificio malmesso era invece la sede operativa di un vero e proprio laboratorio. Sono stati rinvenuti qualcosa come 30 frigoriferi, alcuni dei quali non funzionanti. Sparsi alla rinfusa c’erano anche circa 800 agenti chimici in flaconi non etichettati o etichettati con nomi sconosciuti. In una stanza appositamente adibita sono stati rinvenuti circa mille topi, di cui almeno 200 già morti. Uno dei presenti ha dichiarato che si trattava di topi bioingegnerizzati, che erano capaci di contrarre il Covid, rimanendo portatori del virus. E poi migliaia di fiale, molte delle quali contenenti sangue umano e altro materiale biologico non identificato.

Gli investigatori hanno repertato tutto il materiale e lo hanno inviato al Cdc che ha condotto test approfonditi al fine di capire la natura dei campioni.

Secondo le analisi svolte, si è scoperto che vi erano tracce di almeno una ventina di agenti patogeni, tra virus, batteri e parassiti come escherichia coli, malaria, Hiv, epatite, herpes e persino Covid. Oltre a ciò, gli agenti hanno poi trovato migliaia di scatoloni con etichette indicanti materiali di provenienza cinese.

LE INDAGINI IN CALIFORNIA

Dopo mesi di lavoro intenso, le autorità hanno finalmente messo in sicurezza l’edificio e la zona limitrofa. Il 7 luglio 2023 ogni singolo residuo chimico e biologico (topi compresi) è stato eliminato. E questo dovrebbe sollevare gli abitanti della zona, visto che alcuni testimoni hanno affermato di aver visto buttare i rifiuti nella comune immondizia. Tuttavia, l’arredamento e le attrezzature da lavoro devono ancora essere spostate dal capannone.

Le persone che lavoravano nel laboratorio al momento dell’irruzione hanno dichiarato agli ufficiali che stavano semplicemente facendo dei test di controllo per apportare migliorie ai kit diagnostici per il Covid prodotti nel capannone. Tuttavia, la vera natura dell’attività svolta in quei locali è ancora tutta da scoprire. A quanto pare, i proprietari della struttura operavano con il nome di Prestige BioTech.

La Prestige BioTech, una compagnia registrata in Nevada, non poteva operare legalmente in California. Ma non solo. L’azienda in questione non ha mai avuto la licenza necessaria per poter maneggiare agenti patogeni, e nemmeno per gestire topi da laboratorio.

A rispondere dei fatti gli inquirenti hanno chiamato anche Xiuquin Yao, identificato come il presidente dell’azienda. Yao ha dichiarato che l’azienda di cui è a capo non sta affatto operando nell’illegalità. Secondo l’uomo infatti i documenti presentati al giudice mostrerebbero che la Prestige BioTech sarebbe nata sulle ceneri di un’altra compagnia, la Universal Meditech Inc., di cui era creditrice.

LE DOMANDE SENZA RISPOSTA

In verità, oltre a non essere disponibile alcun indirizzo californiano ufficiale per nessuna delle due aziende, la testimonianza di Yao non chiarisce affatto la sua posizione. L’uomo non ha mai risposto alle domande dirette degli inquirenti, né ha mai spiegato perché dall’ottobre 2022 fino al marzo 2023 la sua azienda abbia avuto a che fare con virus e batteri senza esserne titolata.

Vi sarebbero poi altre domande, a dire il vero. Sarebbe interessante sapere se il governatore della California o il Ministero della Salute sapevano del laboratorio e se qualcuno di loro lo aveva autorizzato ad esercitare la propria attività. Sarebbe inoltre utile capire se ospedali, farmacie e altre strutture dello Stato hanno davvero utilizzato quei tamponi.

La sindaca di Reedley, Nicole Zieba, così ha commentato: “Questa è davvero una situazione allucinante. Non ho mai visto niente del genere in 25 anni di amministrazione di questa città”. Anche l’ufficiale sanitario, Joe Prado, ha espresso tutto il proprio stupore in merito: “Lavoro qui da 26 anni e non ho mai visto nulla di simile.

MARTINA GIUNTOLI

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