In Austria si cerca personale per “dare la caccia” a chi non si vaccina. Stipendio: 3 mila euro

A partire dal 1 febbraio 2022 la vaccinazione sarà obbligatoria in Austria per tutti i maggiori di 14 anni, ma già si pensa per tempo a come poter incastrare chi cercherà di eludere l’obbligo, rischiando fino a 3600 euro di multa.

Un quotidiano annuncia che la città di Linz  sta già cercando personale addetto ai controlli, allettando le candidature con lauti stipendi, addirittura quasi 3000 euro mensili.

La città , tuttavia, anche solo per valutare i numerosi curricula dei candidati,  richiede requisiti molto precisi che vanno ben oltre  il semplice controllo dello stato vaccinale dei concittadini. Viene espressamente specificato  che si deve essere disposti a fare “molto altro”.

In cosa  consisterebbe questo “molto altro” ancor non è dato sapere, visto che, a parte fare le multe ed effettuare i pignoramenti nel caso di multe non onorate, non si elencano altri compiti nel bando. Anzi, la città fa sapere che i  “controllori” saranno informati solo in seguito di ciò che andranno a fare.

Una cosa simile era stata proposta in Italia dal governo Conte che a maggio 2020 aveva messo in campo gli assistenti civici. Ricordate? Un bando per ben 60.000 volontari rivolto a inoccupati di buona volontà che desideravano aiutare la comunità invitando gli italiani al rispetto delle norme anti COVID.

Ne avete mai visti in giro? La strategia non ebbe successo, forse perché coinvolgeva gente non stipendiata, si dirà. Chi e’ che gratuitamente si presta alla pubblica gogna? O forse perché il Viminale smentì che la cosa fosse praticabile, rendendo comunque tutta la manovra un chiaro fallimento.

Chissà se la pubblica delazione, questa volta  pagata e pure profumatamente, avrà successo oltralpe, visto che lo stesso quotidiano Blick, una delle testate che riporta la notizia , è costretto a cambiare titolo all’articolo, da “l’Austria cerca impiegati che diano la caccia ai no vax” , a un ben più morbido “l’Austria cerca impiegati che effettuino controlli per coloro che rifiutano il vaccino”.

In questa dinamica di contrapposizioni intestine, nulla vi è di nuovo sotto il sole. La pubblica delazione, che sia stipendiata  o meno, ricorda molto degli studi condotti nel 1971 che vanno sotto il nome di “esperimento di Stanford”. In tale contesto, si dividevano i partecipanti in due gruppi, le guardie carcerarie ed i carcerati.

Si vide con una chiarezza disarmante che la natura umana si piega istintivamente al sadismo e alla cattiveria quando si detengono posizioni di potere e di controllo sui simili, in special modo se i simili non si piegano alle volontà dei controllori e se questi ultimi ricevono supporto dal potere che in loro trova prolungamento e declinazione.

Tuttavia in questa dinamica a due, mentre il gruppo delle guardie riceve incoraggiamento e approvazione, come si è detto, il gruppo dei carcerati ha solo due opzioni davanti a se’: soccombere opporre resistenza. Non pare proprio verosimile l’accettazione pacifica della misura in questione del governo, in special modo dopo le numerose, partecipate e sentite manifestazioni degli ultimi tempi che hanno mostrato come il popolo austriaco non sia disposto a piegarsi alle volontà dei carcerieri.

Sembra proprio , quindi , che la cosa sia destinata a fallire ancor prima di iniziare, tra i giornali costretti a cambiare in corso d’opera le parole da utilizzare, e il governo austriaco che fa aperto mistero dei compiti dei vigilini del vaccino. E , seppur allettante, nessuno è davvero disposto a fare il kapó a scatola chiusa.

Di MARTINA GIUNTOLI

Martina Giuntoli

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