Chi ha avuto il Covid, non ha bisogno di vaccinarsi. Il quotidiano Repubblica affida la notizia ad un sobrio trafiletto, ma c’è dell’altro, molto altro, che ruota attorno allo studio di ricerca Altamedica presentato al Congresso di genetica umana. Ovvero, non servono neppure i vaccini Covid aggiornati, appena approvati dall’AIFA. Del resto, anche la prestigiosa rivista scientifica Nature ne smentisce l’efficacia. E a ben guardare, secondo il direttore di Altamedica ormai non servono neanche i vaccini: egli tuttavia non usa queste precise parole.

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Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di ricerca Altamedica, diceva inascoltato da molti mesi che il vaccino è inutile ai guariti. Eppure anch’essi, per ottenere il Green pass che dava diritto ad una vita normale, hanno dovuto arrotolare la manica e porgere il braccio alla siringa.

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Ora, sulla base dello studio, il professor Giorlandino dice anche altro. E cioè: la memoria immunologica naturale contro il Covid dura per un tempo indefinito; i linfociti B sono immediatamente pronti ad entrare in azione se tornano in contatto con il virus; “non vi è paragone” fra l’efficacia dell’immunità naturale e quella, “modesta e limitata”, indotta dalla vaccinazione.

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Soprattutto, il professor  Giorlandino spara praticamente ad alzo zero sui vaccini Covid tout court. Le sue parole, come le riferisce Agi: “non è più attuale” l’idea che i vaccinati sviluppino una forma di Covid lieve, o anzi “inferiore”, per scegliere l’aggettivo che egli stesso impiega. Se ne deduce, appunto, che vaccinarsi contro il Covid non serve, anche se egli non lo dice in questi termini espliciti.

Giorlandino dice invece apertamente che non servono i vaccini Covid cosiddetti aggiornati. Il virus innanzitutto “ha perso la sua pericolosità, l’aggressione dei polmoni” e le varianti si susseguono così rapidamente che solo chi ha acquisito immunità naturale può difendersi. I vaccini infatti sono attivi solo contro la proteina spike: contro una (mutevole) parte del virus, e non contro il virus nel suo insieme.

Conseguentemente, anche i vaccinati potranno prendere di nuovo il Covid, una “rino-faringo-tracheite”: gli aggiornamenti dei vaccini arrivano sempre “molto più tardi delle mutazioni della proteina virale che vogliono contrastare” e “i nuovi vaccini Pfizer” che le autorità sanitarie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti hanno ormai benedetto “risultano destituiti di utilità”.

GIULIA BURGAZZI

 

 

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