L’Oms sta negoziando con gli Stati un trattato internazionale per la gestione di future pandemie. Che ciò si traduca in una tecnocrazia globale è il timore di molti.

Cos’è il trattato Who Ca+

Il 1° febbraio 2023 l’Oms ha pubblicato un documento intitolato “bozza zero” del Who Ca+.

Who Ca+ è l’abbreviazione di Who convention, agreement or other international instrument on pandemic prevention, preparedness and response (Convenzione, accordo o altro strumento internazionale dell’Oms su prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie).

Quella che è appunto ancora una bozza di trattato si prefigge di aiutare “ad assicurare che vaccini, farmaci e kit diagnostici siano distribuiti in maniera più equa nel mondo a partire dalla prossima pandemia, in maniera tale da evitare le pericolose divisioni interne che si sono viste durante la passata crisi Covid”. Come vedremo più avanti, l’iter negoziale tra Oms e Stati per l’adozione del testo è attualmente in corso.

Nel frattempo, benché formalmente la bozza riconosca la sovranità dei singoli Stati in materia di salute, molti sono i passaggi che fanno discutere, destando il timore che l’Oms possa essere investita di poteri decisionali di governance globale.

I punti chiave del trattato

Ad esempio all’articolo 8, dove si fa riferimento proprio al concetto di sovranità, si specifica tuttavia: “Le parti dovranno anche mostrare di essere capaci di accelerare il processo di approvazione di prodotti legati alla pandemia per utilizzo d’emergenza, dovranno legiferare contro prodotti legati alla pandemia che non siano conformi“. Il riferimento è chiaramente ai cosiddetti vaccini, anche se non sono espressamente menzionati. Ad altrettanto chiare lettere si dice che gli Stati dovrebbero spingere alcuni prodotti ed etichettarne altri come non conformi.

Anche l’articolo 15 è esplicito: “Le parti riconoscono il bisogno di un coordinamento nello spirito della solidarietà internazionale da parte di organizzazioni internazionali e sovranazionali; dovranno inoltre supportare politiche che siano basate su scienza e prove scientifiche“. E ancora: “Le parti dovranno permettere all’Oms un rapido accesso alle aree colpite da pandemie con dispiegamento conseguente di team di esperti. Nonché dovranno riconoscere il ruolo centrale dell’Oms nel dirigere e coordinare il lavoro sanitario internazionale. Il direttore generale dell’Oms sarà colui che potrà dichiarare lo scoppio di pandemie“.

L’articolo 17 riguarda poi la cosiddetta falsa informazione: “Le parti si impegneranno a implementare l’alfabetizzazione pandemica nella popolazione, così come l’accesso all’informazione sulla pandemia e sui suoi effetti per colpire la disinformazione e il falso scientifico“.

Infine si legge nell’articolo 18 che “le parti dovranno riconoscere che la maggior parte delle pandemie sono legate alle zoonosi” e per questo “si impegneranno a rafforzare sinergie con altri strumenti esistenti che colpiscono le cause delle pandemie, come ad esempio il cambiamento climatico“. Lo stesso articolo cita il sistema One Health, che sulla carta mira a rafforzare interventi congiunti per sorvegliare l’insorgenza di patologie e tutelare la salute dell’ecosistema globale.

A che punto è l’iter negoziale

Negli Stati Uniti è attualmente in corso la negoziazione del trattato tra il governo presieduto da Joe Biden e l’Oms.

Oltreoceano, il Consiglio europeo ha dato il via libera ad aprire le trattative con l’Oms a marzo 2022, prefiggendosi di avere degli aggiornamenti in tempo utile per la 76esima assemblea dell’Oms, in agenda dal 21 al 30 maggio 2023. L’obiettivo europeo è di adottare il documento nel 2024.

In vista di ciò l’Oms ha anche creato l’International negotiating body (INB) a dicembre 2021, un ente che si occupa di supervisionare i negoziati internazionali con gli Stati membri.

Si consideri inoltre che l’articolo 19 della Costituzione dell’Oms prevede che l’organizzazione possa imporre convenzioni legalmente vincolanti a tutti i suoi 194 Stati membri, se due terzi di essi votano a favore. Potrebbe accadere anche per l’approvazione del trattato in questione? Ci sono Paesi contrari ma molti altri invece lo supportano: il Consiglio europeo (che conta per 27 voti), gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Australia.

Considerazioni sul trattato

Colpisce innanzitutto che da un lato si rafforzi il potere dell’Oms e dall’altro si dia al capo dell’Oms il potere di dichiarare le pandemie. In sostanza, tutta la politica sanitaria internazionale passerebbe attraverso le mani di una sola persona, in caso di ufficializzata emergenza.

L’Oms ha inoltre già cambiato definizioni di termini come “vaccino” e di “pandemia” proprio nel corso del Covid: che cosa altro potrebbe fare? Che autonomia decisionale rimarrebbe agli Stati riguardo trattamenti sanitari, restrizioni, obblighi e ovviamente libertà di scelta del singolo cittadino?

Lo stesso dibattito scientifico internazionale sarebbe centralizzato in nome della lotta alla disinformazione, come abbiamo visto nella bozza del documento. Ma di ciò abbiamo già avuto un assaggio durante il Covid: i Twitter Files sulla censura del dibattito attorno ai farmaci ad mRna sono solo un esempio fra tanti di un clima già respirato.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

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