Mentre Trump e Musk chiedono a Thomson Reuters Special Services LLC, la controllante dell’agenzia di stampa Reuters, di restituire 9,15 milioni di dollari di un contratto per un programma di “difesa di ingegneria sociale”, si scopre che l’Unione europea, con oltre 132 milioni di euro, ha promosso servizi e messaggi “graditi all’Unione”. Intanto, Microsoft scarica NewsGuard, come spiega Enrica Perucchietti nella rubrica Dietro le Quinte.

La recente richiesta di Donald Trump ed Elon Musk alla Thomson Reuters Special Services LLC di restituire 9,15 milioni di dollari per un contratto legato a un programma di "difesa di ingegneria sociale" ha sollevato interrogativi significativi sul finanziamento dei media tradizionali. Questo contratto, stipulato tra il 2018 e il 2022 con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ha destato preoccupazione poiché l'ingegneria sociale è spesso associata a manipolazione e controllo dell'opinione pubblica. Musk ha descritto il contratto come una "truffa totale", evidenziando il crescente scetticismo nei confronti delle agenzie di stampa tradizionali e dei loro legami con il governo.
Parallelamente, in Europa, l'Unione Europea ha stanziato oltre 132 milioni di euro per promuovere messaggi favorevoli all'istituzione, utilizzando fondi pubblici per sostenere media che riflettono la sua agenda. Questo approccio ha sollevato critiche per la mancanza di trasparenza, poiché i fondi non sono stati distribuiti direttamente ai media, ma gestiti attraverso un intermediario privato, Lavas Media France, complicando ulteriormente la tracciabilità delle destinazioni finanziarie. Questa opacità alimenta il sospetto che l'UE stia cercando di controllare e plasmare l'informazione a proprio favore, in un contesto in cui la credibilità dei media tradizionali è già in crisi.
Il legame tra i media mainstream e le agenzie di fact-checking, come NewsGuard, ha portato a una situazione in cui le notizie vengono filtrate e certificate, creando un sistema di "bollini di qualità" che può escludere voci divergenti. Queste agenzie, invece di fungere da garanti della verità, sono spesso accusate di perseguire e criminalizzare chi esprime opinioni alternative. Recentemente, Microsoft ha interrotto la collaborazione con NewsGuard, segnando un ulteriore passo verso la disconnessione delle grandi aziende tecnologiche da un sistema di informazione ritenuto inadeguato e in crisi.
In questo contesto, il panorama mediatico è in rapida evoluzione. La crisi di credibilità dei media tradizionali e delle agenzie di fact-checking è evidente, con un numero crescente di lettori che si rivolge a fonti alternative. La crescente sfiducia verso le istituzioni e i media mainstream sta portando a un cambiamento nel modo in cui le persone cercano e consumano informazioni. In un'epoca in cui la disinformazione è una preoccupazione costante, è fondamentale che i cittadini rimangano vigili e critici nei confronti delle fonti di informazione, per garantire una democrazia informata e sana.
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