La Gran Bretagna sembra essere quella che si dà più da fare nell’ambito del grande risiko militare che vede NATO (cioè gli Stati Uniti) e Russia confrontarsi nell’Europa dell’Est. Sta infatti tessendo, all’interno del campo NATO, suoi propri specifici legami con Polonia ed Ucraina.

L’Ucraina è l’epicentro dei giochi attualmente in corso per il riassetto dell’Europa. E in questo riassetto, evidentemente, la Gran Bretagna vuole un posto in prima fila.

Ma la Gran Bretagna non è l’unica a muoversi. Da mezzo Occidente armamenti e anche soldati dei Paesi NATO affluiscono verso l’Ucraina. Solo la Germania va in controtendenza: sostanzialmente, si chiama fuori. Sul fronte opposto, la Russia ha ammassato 100 mila soldati a ridosso del confine ucraino.

Lo scenario in Ucraina ricorda la crisi dei missili di Cuba: il momento in cui la guerra fredda degli Anni 60 fu ad un millimetro dal trasformarsi in una guerra aperta – e nucleare – fra USA e URSS. Il mondo si salvò perché l’URSS fece, seppur in cambio di garanzie, un passo all’indietro. Adesso, per fortuna, di armi nucleari non si parla. Sembra però chiaramente in corso un’escalation. Al momento non si vedono segnali che possano contribuire ad allentare la crescente tensione.

Il presidente statunitense ha già offerto una scappatoia alla Russia dicendo in sostanza: se vi limitate a una dimostrazione di forza in Ucraina, ve la lasciamo anche fare. La Russia coglierà l’occasione per un elegantissimo dietrofront sostanziale? Ammesso che voglia farlo, finora non l’ha dato minimamente a vedere.

Ad Est, la Russia può contare solo sull’alleanza di ferro con la Bielorussia. Ad Ovest, lo scenario è più articolato.

Innanzitutto, la Gran Bretagna. Anch’essa fa parte della NATO. Tuttavia il segretario di Stato ha affermato che la Gran Bretagna sta “promuovendo nuovi legami trilaterali” con l’Ucraina e la Polonia. L’espressione “legami trilaterali” richiama di solito alleanze militari. Il segretario di Stato non ha specificato. Tuttavia il significato (e la relativa mappa) sono piuttosto chiari.

Inoltre la Gran Bretagna ha riempito di armi l’Ucraina con un ponte aereo e ha deciso di mandare anche 30 militari del suoi corpi d’élite. Pochi, ma altamente simbolici. Poco numeroso ma altamente simbolico anche il contingente di forze speciali inviato dal Canada. Gli Stati Uniti stanno valutando se inviare soldati nell’Europa dell’Est. Nel caso, non sarà nulla di simbolico: si tratterà invece di migliaia di uomini.

Gli USA inoltre mandano in Ucraina armi per la bellezza di due milioni di dollari. Altri Paesi NATO spostano verso l’Ucraina armi di vario genere (una fregata e gli F-16 danesi, navi spagnole, gli F-35 olandesi) mentre Emmanuel “le petit Napoléon” Macron sta chiedendosi se spostare anche truppe. L’UE annuncia aiuti finanziari all’Ucraina.

I Paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), che vedono la Russia peggio del fumo negli occhi, vogliono anch’essi armare l’Ucraina, ma non è detto che ci riescano. Pare che la Germania abbia formalmente impedito all’Estonia di fornire all’Ucraina armi di fabbricazione tedesca. Il comandante della Marina Militare tedesca ha dovuto dimettersi dopo aver affermato, apriti Cielo!, che Putin merita rispetto: ma questa è sostanzialmente la posizione della Germania intera.

Infatti la Germania ha promesso all’Ucraina ospedali da campo: però niente armi. Come dire: facciamo parte dell’Occidente ma in una guerra con la Russia non vogliamo minimamente entrare.

Da segnalare che anche il Mediterraneo sta scaldandosi: e non solo l’Europa dell’Est. La Russia ha annunciato manovre navali in tutto il mondo, Mediterraneo compreso, e nel Mediterraneo si accingono ad effettuare manovre navali anche la NATO e gli Stati Uniti.

E l’Italia? La portaerei nel Mediterraneo? Al momento, Tachipirina e vigile attesa. Si può leggere in questo l’intenzione di fare come i tedeschi e di non inimicarsi la Russia. Che – se così fosse – sarebbe una saggia strategia.

Però quando si ha l’intenzione di non partecipare ad un conflitto l’atteggiamento migliore è quello della Germania: lo si dice chiaro. Altrimenti è lecito il sospetto che si tratti di opportunismo anziché di non belligeranza. E’ lecito il sospetto che si voglia aspettare di vedere chi sta vincendo prima di prendere posizione. L’Italia lo ha già fatto una volta, nella sua storia: e le è andata decisamente male.

GIULIA BURGAZZI

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