Qual è il più grande business dell’Ucraina? Il mercato dei bambini. Sia per quanto riguarda i bambini già nati sia per quanto riguarda il mercato degli uteri in affitto. E la guerra preoccupa l’andamento di questo business tanto che le madri “incinte su commissione” sono state messe al sicuro per rassicurare i clienti europei.

La Gran Bretagna è una delle nazioni più interessate a questo mercato per bambini da vendere a ricconi annoiati tipo Elton John. E infatti quella Londra post-Brexit severissimo in fatto di visti che rispedisce al mittente i rifugiati che non hanno almeno un parente nel Regno sembra ammorbidirsi. Proprio verso quelle ucraine che hanno un “parente-cliente”.

Il ministro degli Interni inglese Priti Patel ha rivelato in una lettera che verranno concessi visti triennali a quelle donne ucraine che sono state “surrogate” per conto di cittadini britannici.

Patel non specifica se questi visti consentiranno anche un ricongiungimento familiare. Sappiamo che per i parenti maschi dai 18 ai 60 anni sarebbe in teoria possibile dato che verranno obbligatoriamente mandati al macello per la (molto presunta) gloria di Zelensky.

Patel scrive che è “profondamente preoccupata” per quel che accade in Ucraina e che le madri surrogate avranno anche accesso a fondi pubblici e lavoro. Non saranno soggetti a una tassa di iscrizione o al supplemento sanitario per l’immigrazione. Umanitarismo o investimento?

La cosa stupefacente è che, nonostante queste agevolazioni, le madri surrogate non intendono lasciare l’Ucraina come riporta il quotidiano I News.

“Le donne surrogate non sono ostaggi o schiavespiega Julia Osiyevska, direttrice dell’agenzia ucraina New Hope che si occupa di maternità surrogata – molte fra loro hanno paura di spostarsi in un altro luogo anche se c’é una guerra in Ucraina e per molte è anche molto difficile”.

Se ci arriva la direttrice della principale agenzia ucraina di maternità surrogata a parlare di schiavitù, significa che la cosa è oramai palese.

ANDREA SARTORI

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