Il parlamentare russo Andrej Kartapolov ha invitato pubblicamente Mosca a “smettere di mentire” nei bollettini di guerra.

Ex ufficiale, capo della Commissione Difesa della Duma, seduto nella maggioranza di Vladimir Putin, Kartapolov ha così criticato apertamente la gestione dell’operazione militare speciale in Ucraina: lo ha fatto il 5 ottobre 2022 intervenendo a Solovyov live, una delle più importanti trasmissioni di approfondimento politico in Russia, senza essere interrotto dai giornalisti.

In Italia, a parti inverse, sarebbe possibile una circostanza simile? Ne abbiamo parlato durante il nostro talk show Dietro il sipario: https://www.youtube.com/watch?v=_-zNqX33paI&t=1719s&ab_channel=VisioneTV

Qui di seguito la trascrizione, tradotta in italiano, dell’intervento di Kartapolov:

Per prima cosa, bisogna smettere di mentire, e, tra l’altro, ne abbiamo parlato ripetutamente, ne ha parlato anche [la giornalista] Margarita Simonjan, in modo piuttosto colorito, ma, evidentemente, certi determinati dirigenti non lo sentono.

Giusto ieri ed oggi, leggevo i bollettini militari del Sovinformbureau [l’ufficio di informazioni sovietico] del 1941, di giugno, di luglio, di agosto, di ottobre, quando i tedeschi si erano fatti strada fino a Mosca.

In ogni bollettino, si diceva che da qualche parte ci ritiravamo, da altre respingevamo tenacemente gli attacchi delle forze prevalenti del nemico, da altre ancora avevamo abbandonato certi centri abitati.

Ma in ogni bollettino si diceva che la brigata del compagno tal dei tali ha fatto questo e quest’altro, i nostri gloriosi piloti hanno abbattuto dieci aerei dell’avversario, le nostre perdite sono state di sette aerei.

La gente che ascoltava [lo speaker ufficiale] Levitan e che leggevano questi bollettini nella Pravda, nelle Izvestija, capivano che la situazione era grave, capivano che c’era un pericolo per la nostra Patria, perché il nemico è penetrato nella nostra terra.

Anche adesso, il nemico è sulla nostra terra, e non sto manco parlando dei soggetti della nostra Federazione nuovamente acquisiti: di fatto, tutti i villaggi della regione di Belgorod sono distrutti, la città russa di Valujki, che tra l’altro [storicamente] è una città-fortezza, si trova sotto una continua azione di fuoco.

Il problema è che lo veniamo a sapere da chicchessia, dal governatore, dai dirigenti e dai proprietari dei canali Telegram, dai nostri corrispondenti di guerra, e da nessun altro.

I bollettini del Ministero della Difesa, di fatto, non cambiano il proprio contenuto: abbiamo abbattuto dieci missili, abbiamo colpito cinquanta obiettivi, abbiamo eliminato centinaia di nazisti. Tutto lì.

Ma il popolo sa come stanno le cose. E qui inizia il nostro problema principale. La nostra gente non è stupida, assolutamente, vede che non lo considerano, non ritengono necessario dirgli nemmeno tutta la verità, ma almeno una sua parte, e questo non va bene per niente. Le perdite possono portare ad esaurire il “credito di fiducia”.

Per quanto riguarda la mobilitazione, qui abbiamo assolutamente lo stesso quadro…

LILLI GORIUP

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