Il Paese è ormai in mano ad aguzzini e kapò. E il mainstream soffia sul fuoco apposta

L’impressione sempre più convincente è che il Paese sia ormai in mano a kapò esaltati che, in barba a leggi e circolari, vietano ingressi a loro capriccio anche dove è permesso. Come ad esempio è accaduto al Conservatorio Santa Cecilia di Roma: uno studente, munito di regolare Green Pass da tampone, è stato rimbalzato all’ingresso da scriteriate “controllatrici” che lo hanno anche pubblicamente offeso. La circolare del direttore, -così come il decreto del governo- consente l’ingresso, ma le talebane prese da sacro fuoco se ne sono infischiate. Neanche l’intervento della Polizia le ha fatte desistere dalla loro missione: entrato lo studente, hanno continuato a vietare l’ingresso ad altre decine.

Ovunque si sente di analoghi soprusi: in scuole, ospedali, uffici. Il caos delle norme, che in genere agevola l’ignorarle, stavolta ha prodotto l’effetto contrario: si vieta tutto a chiunque non sia tridosato, e festa finita. Le nostre libertà fondamentali sono in mano a portinaie, uscieri, camerieri, guardie giurate, galoppini di infimo livello che finalmente hanno il via libera per “comandare” trasformandosi rapidamente in aguzzini. Un classico, peraltro, per chi conosce un po’ di storia.

D’altronde, i media stanno alimentando in ogni modo questo furore demenziale che percorre la nostra società distruggendola. Probabilmente lo scopo è quello di gettare benzina sul fuoco finché qualcuno non passa alle vie di fatto (e i kapò sono lì lì, visto l’odio irrazionale che li pervade). Il messaggio, per il momento ancora velato, è quello di equiparare i no vax ai terroristi, stile Brigate Rosse. Un pericolo per la società, che oramai travalica la questione sanitaria diventando un problema di ordine pubblico fino a toccare la sicurezza nazionale.

Vi pare impossibile? Ebbene, eccovi un riassunto della home page del Corriere in data 18 gennaio, alle ore 13. I novax sono menzionati in tutto ben 8 volte, con i seguenti titoli: “Viola, e la vita sotto scorta per le minacce no vax”, “Ex magistrato no vax evita i controlli e attraversa lo Stretto”, “Attacco no vax con olio motore al centro vaccinale”, “Famiglia no vax distrutta dal Covid”, “Quarona, sospesi vigili no vax”, “Abruzzo, muore di Covid il leader dei no vax”, “Il dentista no vax col braccio in silicone si vaccina”. E questo è il Corriere, ovvero quello autorevole, le carte stracce tipo Fanpage si esibiscono in “Minacciato il vescovo dai novax”, e “Minacce novax a Giorgio Palù”. Su La Stampa si va invece al sodo, parlando di radicalizzazione (come se fosse l’Isis) e di “stagioni di tensione”.

Chiunque legga questa roba si fa presto un’idea: ovvero che nel Paese circoli una brigata di pericolosi eversivi che attentano alla sicurezza pubblica. E chi ha che fare con costoro si sente autorizzato a minacciarli, vessarli, opprimerli. Investito di tale sacra missione anche in barba alle Forze dell’Ordine. E non sottovalutate i numeri dei lettori di giornali: sono i quotidiani a dettare la linea alle televisioni.

Gira in Rete un cartello che riassume le 10 fasi del genocidio di Gregory Stanton. A occhio e croce, siamo alla 6 fase: il governo usa la propaganda per aizzare la gente contro il gruppo target. La fase successiva è andare a prendere la gente a casa, e con le liste di Speranza forse si è lasciato intendere proprio questo.

Fatto sta che la narrazione va cambiata velocemente, molto velocemente, altrimenti qua si rischia grosso. C’è da sperare nel nuovo Presidente della Repubblica? Chissà, anche lì la partita è molto complicata e tutt’altro che scontata. Fatto sta che si sta creando a tavolino un nemico pubblico, e la gente (specie quella… come dire? con la licenza media e il disagio sociale) pare raccogliere il messaggio a meraviglia.

DEBORA BILLI

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