Dall'incontro tra Trump e Xi in Corea del Sud, alla tenaglia di sanzioni USA-UE contro la Russia, il nuovo ordine economico mondiale passa per i dazi e la corsa al riarmo, come spiega Gabriele Guzzi in questa intervista a cura di Enrica Perucchietti.

Il recente incontro tra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud ha segnato un momento significativo nel panorama geopolitico e economico globale. L'accordo raggiunto, che contempla questioni relative ai dazi e alle terre rare, è stato interpretato come una sorta di tregua temporanea piuttosto che un vero e proprio accordo definitivo. Questo scenario evidenzia come la Cina, contrariamente ad altre potenze, abbia cercato un dialogo diretto con gli Stati Uniti, dimostrando una certa capacità di mediazione e compromesso.
Gabriele Guzzi sottolinea che l'accordo potrebbe rappresentare un passo intermedio verso un equilibrio tra potenze, evitando un conflitto aperto. La Cina ha compreso che il mercato americano è instabile e sta cercando di rafforzare la propria economia interna, puntando su una crescita sostenibile piuttosto che sull'esportazione. Questo cambiamento di strategia potrebbe avere ripercussioni significative sulle catene di approvvigionamento globali, in particolare nei settori tecnologici, dove le terre rare rivestono un ruolo cruciale.
Parallelamente, la situazione in Europa è caratterizzata da una crescente militarizzazione e da una corsa al riarmo, che Guzzi interpreta come un sintomo di un più ampio "eurosuicidio". Questo termine descrive la tendenza delle classi dirigenti europee a rispondere a crisi economiche e geopolitiche con un aumento della spesa militare, piuttosto che con politiche di cooperazione e sviluppo sostenibile. L'idea di un'Europa autonoma e militarmente forte potrebbe rivelarsi illusoria, dato il predominio degli interessi statunitensi e la presenza di forze militari americane sul suolo europeo.
Le sanzioni imposte dalla NATO nei confronti della Russia, in risposta alla guerra in Ucraina, hanno mostrato un effetto boomerang, danneggiando più le economie europee che quelle russe. Questo contesto di tensione e conflitto ha reso evidente l'assenza di una visione strategica coerente da parte dell'Unione Europea, che sembra sempre più incapace di gestire le proprie crisi senza ricorrere a misure drastiche e divisive.
In conclusione, il nuovo ordine economico mondiale si sta delineando attraverso una serie di interazioni complesse tra potenze, caratterizzate da tensioni e compromessi. La sfida per l'Europa e per l'Italia, in particolare, sarà quella di trovare una propria identità e autonomia in un contesto globale sempre più instabile, evitando di cadere in un ciclo di militarizzazione e conflitto che potrebbe portare a un irreversibile declino economico e culturale.
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