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Unione europea29 Giugno 2024

Il non senso dell’integrazione politica europea

Pino CabrasDi Pino Cabras·617 contenuti pubblicati
Marco Cattaneo analizza il concetto di integrazione politica europea, evidenziando la mancanza di supporto logico per l'idea che l'Europa unita possa affrontare le sfide globali. Si discute anche l'inefficacia dei risultati ottenuti finora da questo progetto.
Punti chiave
  • L'Europa unita non ha risorse superiori rispetto ai singoli paesi.
  • Imporre scelte centrali non è necessariamente più pratico.
  • La dimensione media degli Stati nel mondo è diminuita, non aumentata.
  • La Cina e l'India erano già presenti, ora sono attori economici rilevanti.
  • L'integrazione politica europea ha prodotto risultati pessimi finora.
L'articolo

di Marco Cattaneo.

Un mantra europeista è che “le sfide globali, i problemi posti dall’attuale contesto politico, economico, sociale, possono essere affrontati solo da un’Europa unita. Nessun singolo paese europeo ha da solo le risorse, i mezzi, per affrontarli”.

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Si tratta di un’affermazione di cui non vedo alcun supporto logico né fattuale. Condividere risorse non le incrementa. Le risorse disponibili sono sempre le stesse. Il punto è farle lavorare al meglio. Allora la domanda da porsi è: imporre scelte da parte di un’entità centrale è più pratico che decidere ognuno per conto proprio, coordinandosi su base volontaria dove e quando necessario ?

L’esperienza dell’ultimo quarto di secolo non fornisce nessuna risposta affermativa, nemmeno parziale, a quest’ultima domanda.

Un altro mantra europeista, collegato al precedente, è che “oggi sulla scena mondiale, al contrario che in passato, agiscono paesi grandi come continenti”.

In realtà la dimensione media degli Stati che esistono al mondo è casomai diminuita, non aumentata. Per una Germania che si è riunificata abbiamo un’Unione Sovietica, una Jugoslavia, una Cecoslovacchia che si sono frammentate.

Ma la Cina, ma l’India ? la Cina e l’India esistevano, nelle medesime condizioni territoriali, anche cinquant’anni fa. Quello che è cambiato è che prima erano attori economici quasi irrilevanti; oggi sono operatori di prima grandezza.

Questo è vero, ma in che modo un’entità politica dovrebbe muoversi meglio, nei loro confronti e in generale sulla scena mondiale, in funzione della dimensione ?

La Corea del Sud è un paese paragonabile all’Italia per PIL e popolazione. E’ incastrato tra Cina, India e anche Giappone. Sta pensando a integrarsi politicamente con qualcuno? soffre per il fatto di essere tre, dieci, trenta volte più piccolo dei vicini? No a tutte a due le domande.

L’integrazione politica è un progetto che si sta perseguendo solo in Europa. Necessità ineluttabili non se ne vedono. La validità del progetto va giudicata solo in funzione dei risultati.

Che fin qui sono pessimi.

 

Tratto da: https://bastaconleurocrisi.blogspot.com/2024/06/il-non-senso-dellintegrazione-politica.html.

Pino Cabras
AUTORE
Pino Cabras
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