Clamoroso: il New York Times fa causa alla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen per avere gli sms segreti scambiati con il capo di Pfizer.

Di seguito la ricostruzione della vicenda, che sarà poi commentata durante il nostro talk show Dietro il Sipario.

IL NEW YORK TIMES VUOLE PORTARE URSULA IN TRIBUNALE

Il New York Times si è rivolto alla Corte di Giustizia europea per costringere la presidente della Commissione Ue, von der Leyen, a rendere pubblici i messaggi scambiati con l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla. Tali messaggi potrebbero contenere informazioni relative all’acquisto di “vaccini” Covid da parte della Ue. E, secondo il quotidiano statunitense, la Commissione Ue ha il dovere legale di diffonderli. Lo ha scoperto Politico, testata specializzata in vicende europee, in data 13 febbraio 2023. Il New York Times ha infatti commentato solo per dire che questa è una delle sue numerose azioni legali volte a ottenere documenti.

Si apre così un nuovo capitolo di Pfizergate. Ripercorriamo brevemente quelli precedenti.

VON DER LEYEN E L’ACQUISTO DEI VACCINI COVID

Durante la pandemia von der Leyen ha condotto personalmente, e da sola, l’importantissima fase preliminare del negoziato che ha portato l’Unione europea a stipulare con Pfizer il contratto più corposo fra tutti quelli firmati dalla Commissione europea a “beneficio” degli Stati membri. Cioè, a spese dei contribuenti e al di fuori del controllo democratico.

Questi contratti sono tuttora segreti nei loro punti fondamentali. Il loro valore complessivo arriva fino a 71 miliardi di euro. Complessivamente, prevedono che vengano fornite fino a 10 dosi di “vaccini” Covid per ogni cittadino europeo.

Più nello specifico, von der Leyen si è interessata personalmente del contratto stipulato con Pfizer nella primavera 2021. Riguarda fino a 1,8 miliardi di dosi: 900 milioni da consegnare subito, più un’opzione per altri 900 milioni. Si aggiunge ad altri due contratti precedentemente stipulati dall’Ue con la stessa Pfizer. Il loro costo non è noto.

GLI SMS TRA VON DER LEYEN E IL CEO PFIZER BOURLA

Un ufficialissimo documento del Parlamento europeo consente di stabilire perché i messaggi scambiati fra von der Leyen e Bourla possono avere un’importanza fondamentale. Spiega infatti che i contratti Ue per i “vaccini” Covid di regola venivano stipulati in due fasi. Nella prima, un gruppo ristretto di negoziatori raggiungeva l’accordo di massima con la casa farmaceutica su prezzo, numero di dosi, modalità di pagamento e simili. Nella seconda, si definiva minutamente ogni aspetto.

Tutte e due queste fasi si sono svolte al riparo da occhi pubblici. Ma erano, se non altro, collegiali.

Invece von der Leyen – come riconosce il documento del Parlamento Europeo – ha condotto da sola la prima e decisiva fase delle trattative con Pfizer per il contratto che prevede fino a 1,8 miliardi di dosi. E non si sa che cosa fosse scritto nei messaggi scambiati con Bourla.

Il New York Times vuole vederli, ma essi risultano ufficialmente evaporati. La richiesta alla Corte di giustizia lascia presumere che il New York Times abbia buone ragioni per ritenere che i messaggi si siano conservati, e che esistano da qualche parte.

NON SOLO IL NEW YORK TIMES…

Anche la commissione Covid del Parlamento europeo si è lanciata sulle tracce di questi messaggi e ormai da un mese vuole chiederne conto ad Ursula von der Leyen. A quanto Politico ha scritto ieri, la cosa non sta filando liscia. Tocca infatti alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, far pervenire a von der Leyen l’invito a comparire davanti alla commissione Covid. Però non gliel’ha ancora mandato.

L’azione legale del New York Times e l’audizione di von der Leyen richiesta dal Parlamento europeo sono solo alcune delle nubi che si sono addensate sui contratti Ue per i “vaccini” Covid e sul ruolo della presidente della Commissione europea: senza però che finora sia scoppiato il temporale.

Non ci sono solo le domande sul ruolo di spicco del marito di von der Leyen all’interno di una società bio-tech che ha recentemente beneficiato di fondi europei e le relative interrogazioni parlamentari tuttora in attesa di risposta.

Il difensore civico europeo, che per primo si è occupato dei messaggi fra Bourla e von der Leyen, ha detto in un’intervista che la Commissione europea ha fondamentalmente alzato un muro di fronte alle sue richieste di trasparenza. La Corte dei Conti europea ha criticato i contratti Ue per i vaccini Covid. La Procura antifrode dell’Unione Europea ha aperto un’indagine, anche se non si sa di quale aspetto della vicenda essa si sta interessando.

Finora, non risultano sviluppi degni di nota. Il New York Times si è imbarcato in un’impresa che in realtà sarebbe toccata ai grandi organi di stampa europei, alle associazioni europee dei consumatori, alle forze politiche Ue. Chissà se otterrà risultati.

GIULIA BURGAZZI

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