Sull’onda dello scandalo Qatargate per la corruzione nell’UE, otto parlamentari europei sollevano il caso di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e di suo marito Heiko Von Der Leyen. Lo fanno attraverso una lettera indirizzata alla commissaria europea Vera Jourová, che si occupa della trasparenza.

Il marito di Ursula, sottolineano i parlamentari, ricopre ruoli di spicco nella società biotech Orgenesis, le cui attività hanno recentemente beneficiato di fondi europei. Orgenesis è “specializzata in terapie cellulari e geniche e in prima linea proprio nella realizzazione dei vaccini anti Covid a Rna”, per usare le parole che una dei firmatari della lettera ha scritto in un’interrogazione alla Commissione Europea relativa al medesimo argomento. L’interrogazione è ancora in attesa di risposta.

Nella lettera a Vera Jourová, gli otto europarlamentari toccano appena di striscio il tema degli elefantiaci contratti per l’acquisto  di vaccini Covid da parte dell’Unione Europea e della parte che vi ha svolto Ursula von der Leyen. Vogliono invece sapere se le attività di Heiko Von Der Leyen sono compatibili con il ruolo istituzionale della moglie. Chiedono dunque alla commissaria Jourová di aprire un’indagine a proposito di potenziali conflitti di interesse.

Heiko Von Der Leyen è attualmente  direttore medico di Orgenesis Inc. e direttore generale di Orgenesis Germania. Come specifica la lettera degli eurodeputati, ha avuto incarichi anche in Italia. Il riferimento è al suo ruolo (dal quale si è in seguito dimesso) nel comitato di sorveglianza di una fondazione che ha ricevuto finanziamenti per oltre 300 milioni di euro della Commissione Europea.

Inoltre, scrivono gli otto, un consorzio guidato da una filiale di Orgenesis Inc. ha recentemente ricevuto una sovvenzione di quattro milioni di euro nell’ambito di un programma del Consiglio europeo per l’innovazione.

Di conseguenza, rilevano, sono “legittime” le domande dei cittadini UE e dei loro rappresentanti “su eventuali conflitti di interesse”. E su questa eventualità chiedono appunto alla commissaria Jourová di fare luce.

La lettera alla commissaria è firmata da esponenti dei Verdi. La prima è la francese Michèle Rivasi, la stessa che ha sollecitato l’indagine sull’acquisto del vaccini Covid. La Procura antifrode dell’UE l’ha aperta nell’ottobre scorso. Seguono i nomi di  David Cormand, Rosa D’Amato (italiana), Daniel Careme, Caude Gruffat, Bénoit Biteau, François Alfonsi, Caroline Roose.

La stessa Rivasi ha reso pubblico su Twitter il testo completo della lettera. È qui sotto. La introduce con queste parole, in traduzione: “Nel momento in cui al Parlamento europeo si consuma il più grave scandalo di corruzione, insieme a sette eurodeputati verdi mi sono rivolta alla commissaria responsabile della trasparenza a proposito delle attività aziendali di Heiko von der Leyen, marito della presidente della Commissione Europea”.

GIULIA BURGAZZI 

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