“Non ti vaccini, ti ammali, muori”. La frase del premier Mario Draghi sull’obbligo vaccinale e sulla necessità del green pass passerà alla storia, come quell’altra secondo cui il green pass sarebbe una “garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose”. Certo è che quella frase gli si sta ritorcendo contro come un boomerang. Mario Draghi è positivo al Covid e la rete, che ha memoria da elefante, sta già ironizzando su quelle frasi infelici.
Non bisogna mai dire certe cose, Mario, perché poi lassù ascoltano e ti ripagano proprio nel giorno dei Pasqua. Coi tuoi tre vaccini ti ritrovi col Covid.

A giudicare dall’hashtag #DraghiPositivo gli italiani non hanno pietà come non ne ha avuta lui. Ed esultano senza farsi troppi problemi rinfacciandogli l’inutilità della sua politica, del “premier più amato dagli italiani”. Qualcuno nota che la positività di Draghi coincide con l’aver messo il segreto militare sui fatti di Bergamo e unisce alcuni puntini.

Però ci sono altri aspetti da evidenziare in questa vicenda, e la cosa parte da quello che probabilmente è stato umanamente la peggiore virostar: Fabrizio Pregliasco.

L’ultravax comincia col sottolineare: potrebbe essere Omicron 3. Questa Omicron ha più sequel di Rocky e Rambo. Facciamo però notare che Rambo 3 , quello dove Stallone tirava giù aerei sovietici con arco e frecce come le nonnine ucraine tirano giù droni russi con le lattine di pomodoro, fu un flop e portò una sfiga pazzesca visto che presentava i talebani come eroi. E i “talebani” di Pregliasco sono gli anti-infiammatori.

E già perché il buon Pregliasco consiglia gli anti-infiammatori al nostro Caro Leader. Apperò, allora come diceva Orwell tutti siamo uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. Il Marchese del Drago, io sò io e voi nun siete un ca…o, io mi curo con gli anti-infiammatori ma tu, dopo Tachipirina e paziente attesa, ti devi vaccinare altrimenti resti senza lavoro. E lo dicono pure senza alcuna vergogna.

Intanto siamo in buone mani. Draghi non può andare in Congo per prendere il gas (il gas in Congo? Ma hanno infrastrutture? E come ce lo porti in Italia? E quanto costa?) e manderà Di Maio e Cingolani. Per il nostro valoroso Ministro degli Esteri sarà l’occasione buona per mangiare altri piatti esotici perché, come già notò il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, per Di Maio “missione diplomatica” significa provare le cucine locali.

Cosa potrebbe andare storto?

ANDREA SARTORI

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