Propaganda poi sondaggi, propaganda e poi sondaggi. Questo è il metodo adottato dal sistema governo/media per spingere gli italiani ad accettare che “la guerra è bella anche se fa male” (per citare De Gregori) e che forse torneremo ancora a cantare, ma prima dovremo fare sacrifici inenarrabili stando al freddo e al buio. E così, eccoli torturare la psiche italica con un’infinita serie di cadaveri e torture onde condurci pian piano alla convinzione che i russi sono bestie feroci e che quindi bisogna ricorrere al whatever it takes pur di fermarli. Armi, intervento, guerra e soprattutto i suddetti sacrifici.

I sondaggi servono poi a testare quanto il meccanismo abbia funzionato, e quanto l’opinione pubblica si sia lasciata soggiogare dalla propaganda spostando le proprie convinzioni da “i russi ci piacciono” a “i russi sono mostri”, oppure da “chi se ne frega dell’Ucraina” a “poveri bambini, bisogna fare qualcosa“. Eppure qualcosa sembra non funzionare malgrado l’ossessivo lavaggio del cervello: la guerra non è il Covid, e nel Paese regna lo scetticismo oltre al tradizionale affetto per la Russia (affetto da sempre ricambiato).

Qualche giorno fa, l’Ambasciata russa a Roma ha pubblicato un messaggio di ringraziamento per le migliaia di lettere di solidarietà che riceve ogni giorno dal popolo italiano, ringraziando “di cuore” e con “rispetto e gratitudine” tutte le numerose categorie di cittadini che si sono espresse. Ieri mattina poi, davanti ai cancelli dell’ambasciata, un’anonima mano romana ha lasciato un bel mazzo di fiori e un biglietto “a nome di tutti gli italiani”, in cui si esprime solidarietà e riconciliazione.

Ma l’evento più importante si è verificato ieri sera. In un caso forse unico al mondo, l’account Twitter ufficiale del Ministero degli Esteri russo ha pubblicato un ringraziamento al popolo italiano con tanto di immagine di bandiere unite. “Riceviamo un notevole numero di lettere dagli italiani, che esprimono solidarietà per le azioni russe. Apprezziamo che gli italiani non si lascino ingannare da media di parte, e che anche in questi tempi difficili facciano sforzi per mantenere stretti legami con la Russia.”

Caso davvero unico, proprio perché l’Italia è nella lista russa dei Paesi ostili ed è in prima fila nel chiedere sanzioni, nel mostrare totale aderenza a Zelensky, nell’incoraggiare azioni di guerra. E per la mentalità russa, mostrare le due bandiere unite è un segnale davvero enorme verso il popolo italiano: ci stanno dicendo che sono consapevoli che il governo è una cosa, ma il Paese tutt’un’altra.

Nel loro interesse sperano e forse pensano che la spaccatura potrebbe ampliarsi, o fermare l’attivismo di Draghi. Sarebbe bello, ma ci permettiamo di dubitare: noi gli italiani li conosciamo meglio di loro.

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