Il Governo danese debunka le fake news sul Covid (anche quelle italiane)

Il vento del Nord, quando comincia a soffiare, spazza via perfino la paura del Covid. La Danimarca, seguita da molti altri Paesi, ha eliminato le restrizioni Covid già all’inizio di questo mese di febbraio. Poco dopo, il Governo ha pubblicato il suo debunking ufficiale alle fake news sul Covid, proprio quelle che ancora dominano in Italia.

La sostanza: la Danimarca ha sentito il bisogno di dire che no, ora il Covid non rappresenta un pericolo. E, guarda caso, per affermarlo si cita innanzitutto un dato di cui è difficile trovare l’equivalente per l’Italia: malati di Covid vs malati con Covid. Magari questo dato ci sarà anche, ma accuratamente sepolto da qualche parte. Lo champagne è già in frigo per quando verrà finalmente fuori.

La Danimarca spiega che il Covid non fa paura specificando che soltanto il 60% dei ricoverati positivi al Covid è ricoverato a causa del Covid, e non per altri motivi.

In Italia si riesce a fare la famosa distinzione fra ricoverati (e morti) “di Covid” e “con Covid” solo molto sporadicamente: per la precisione, quando una Regione deve evitare di finire in zona rossa.

E poi i bambini. Qui, si vogliono vaccinare i bambini a tutti i costi, sostenendo che il Covid è pericoloso anche per loro. La Danimarca debunka ufficialmente. Il passo saliente, tradotto, recita:

Rispetto a persone di età superiore, il COVID-19 nei bambini è generalmente una malattia molto lieve

Il debunking prosegue affermando che perlopiù i bambini portati in ospedale con il Covid tornano a casa nel giro di 12 ore, dal momento che non sono in condizioni serie. Soltanto uno su 4.100 può sviluppare la complicanza temibile, la sindrome multi infiammatoria. In Italia invece le informazioni che vanno per la maggiore hanno ben altri e foschi accenti.

Su un cosa è possibile confrontare il debunking danese con i dati italiani. E lo scalcagnato italico stivale esce a pezzi dal paragone.

Si tratta della mortalità. La Danimarca sottolinea che nell’ultima parte del 2021 è stata più alta di quella statisticamente attesa: ma si trattava soprattutto di ultrasettantacinquenni. Per loro, notoriamente, il Covid può rappresentare un pericolo vero. Con il 2022, prosegue il debunking danese, la mortalità è diminuita ed ora sta raggiungendo i livelli normali. Ancora un passo tradotto:

Vero che la gente muore ancora di COVID, ma la variante Omicron è meno mortale delle varianti precedenti: un crescente numero di morti con l’infezione SARS-CoV-2  nuore con il COVID-19, e non di COVID-19.

In Italia invece, secondo l’osservatorio del ministero della Salute, la mortalità non accenna minimamente a diminuire. Da due anni, ossia dallo scoppio dell’epidemia, è più alta di quella statisticamente attesa: e lo è con molti paurosi (quelli sì) picchi verso l’alto.

E’ chiaro, ormai, che l’eccesso di mortalità non è direttamente legato al Covid, ma piuttosto al dirottamento sul Covid e sulla vaccinazione del servizio sanitario nazionale e al depauperamento di quanto, dopo questo trattamento, ancora ne rimane(va).

Ma questa è un’altra storia. E quando verrà finalmente fuori nella sua interezza, quando i responsabili di questo scandalo saranno finalmente svergognati e puniti, oltre che la bottiglia di champagne già ora giacente in frigo si potrà tirar fuori perfino un grappino.

GIULIA BURGAZZI

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