Gas liquefatto americano, anche quel flusso probabilmente si riduce. Le navi gasiere targate USA fin  dall’inizio non erano certo i cow boy accorsi in difesa di un’Europa vittima della penuria di gas dovuta alle sanzioni che essa stessa ha istituito contro la Russia. I cow boy in questione, infatti, hanno fatto e fanno i propri interessi.

Il gas liquefatto statunitense costa dieci volte di più che quello russo e oltretutto non può neppur lontanamente sostituirlo dal punto di vista quantitativo. Nel prossimo futuro, considerando quel che gli conviene, gli Stati Uniti verosimilmente ci venderanno ancor meno gas.

Idem per il petrolio statunitense. Nessuna speranza che possa sostituire il petrolio russo quando, a partire da dicembre, sarà vietato importarlo. L’Unione Europea, in tempi normali, riceveva dalla Russia i tre quarti delle sue importazioni di petrolio.

I termini della questione sono riassunti da Oil Price, un sito specializzato in questioni relative agli idrocarburi. Anche se l’Europa avrebbe tanto bisogno di petrolio americano, è impossibile aumentare rapidamente la produzione, dimostra per prima cosa Oil Price attingendo informazioni dal prestigioso Financial Times e dall’IEA (International Energy Agency), l’agenzia internazionale per l’energia.

Le sanzioni UE al petrolio russo non riguardano solo il divieto di importazione. Comprendono anche il divieto di assicurare i viaggi delle petroliere che trasportano petrolio russo. In realtà, le petroliere russe hanno già trovato il modo di aggirare la questione. L’IEA tuttavia prevede che l’entrata in vigore delle sanzioni elimini dal mercato 1,4 milioni di barili di petrolio al giorno, più un milione di barili al giorno di prodotti petroliferi.

Questo farà verosimilmente esplodere il prezzo del petrolio: ma Oil Price non affronta, per ora, la questione. Considera invece il numero di piattaforme per la trivellazione attive negli Stati Uniti ed altri indicatori del futuro. Conclude: lo scenario non fa presagire – anzi! – un prossimo aumento della produzione.

Bisogna aggiungere che gli USA sono autosufficienti per il petrolio. Producono da sé tutto quello che gli serve. In pratica, Oil Price suggerisce (sebbene con parole molto diverse) che l’altra sponda dell’oceano Atlantico risponderà con un gran ciaone alle necessità dell’Europa alle prese con le conseguenze delle sanzioni.

E il gas liquefatto? La produzione di gas negli Stati Uniti è in aumento, ma secondo un altro articolo di Oil Price è impossibile farla crescere più rapidamente per venire davvero incontro alle necessità dell’Europa. E non solo. Gli Stati Uniti hanno bisogno di tenere più gas per sé, anche se sono esportatori netti, seppur di poco.

Negli Stai Uniti, il gas costa un decimo che in Europa. Tuttavia è rincarato anche là, e la gente si lamenta assai. Proprio le esportazioni di gas sono alla base dei rincari.

Non solo: alcuni Stati del Nord Est temono di non avere gas a sufficienza per far fronte all’inverno, e hanno chiesto a Washington di bloccare l’esportazione. A quanto riferisce Oil Price, nonostante questo gli Stati Uniti continueranno ad esportare gas. Tuttavia, scrive, la pressione dei consumatori e la necessità di fare i conti con l’elettorato non potranno non indurre la Casa Bianca a privilegiare le necessità nazionali. Insomma, un altro ciaone.

GIULIA BURGAZZI

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