Emily O'Reilly, who heads the #EU Ombudsman, says she has been stonewalled by the European Commission when asking for information in relation to the "#Pfizergate" affair. At the core of this controversy is an exchange of text messages between the EU Commission chief and the CEO of Pfizer in the run-up to a major contract signed between the EU and the pharmaceutical company for a #Covid-19 vaccine. O'Reilly says this is a very important issue of citizens' trust in the EU. She also weighs in on the various transparency reform plans in the wake of the Qatargate bribery scandal that continues to ripple across the European Parliament.

La questione della trasparenza nelle istituzioni europee ha riacquistato vigore grazie alle recenti dichiarazioni di Emily O’Reilly, difensore civico europeo, che ha messo in discussione il comportamento della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in merito agli acquisti di vaccini Pfizer durante la pandemia. O’Reilly ha sottolineato come la Commissione abbia alzato un muro di fronte alle sue richieste di accesso a informazioni cruciali riguardanti i messaggi scambiati tra von der Leyen e Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer. Questa mancanza di trasparenza solleva interrogativi non solo sulla gestione degli acquisti, ma anche sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee.
Durante un'intervista a France 24, O’Reilly ha evidenziato che la Commissione non ha neppure riconosciuto l'esistenza di tali comunicazioni, nonostante sia evidente che esse esistano. La negazione di tali informazioni, secondo il difensore civico, non fa che alimentare il sospetto e la sfiducia nei confronti delle istituzioni europee, specialmente in un contesto già segnato da scandali come il Qatargate. La trasparenza, quindi, diventa un tema centrale non solo per la legittimità degli atti amministrativi, ma anche per la credibilità dell'Unione Europea nel suo complesso.
O’Reilly ha descritto la sua esperienza con la Commissione come una vera e propria battaglia per la trasparenza, sottolineando che le sue richieste sono state sistematicamente ignorate. La sua posizione è chiara: la Commissione ha il dovere di fornire spiegazioni e di chiarire eventuali malintesi riguardo alla gestione dei contratti vaccinali. La mancanza di chiarezza su questi punti non solo compromette la fiducia dei cittadini, ma lascia anche spazio a narrazioni distorte che possono minare la reputazione delle istituzioni europee.
La situazione si complica ulteriormente considerando che von der Leyen mira a un secondo mandato nel 2024. Le accuse di scarsa trasparenza potrebbero non solo influenzare il suo futuro politico, ma anche avere ripercussioni sulla stabilità delle istituzioni europee. O’Reilly ha avvertito che la Commissione deve affrontare queste problematiche con serietà, altrimenti il rischio è quello di alimentare un clima di sospetto che potrebbe avere conseguenze devastanti per la fiducia dei cittadini nell'Unione Europea.
In un momento in cui la trasparenza e la responsabilità sono più che mai necessarie, le parole di O’Reilly rappresentano un appello a una maggiore apertura da parte delle istituzioni europee. La questione dei vaccini, che ha avuto un impatto diretto sulla salute pubblica, non può essere trattata con opacità. La richiesta di chiarezza da parte del difensore civico europeo è un passo fondamentale per ristabilire la fiducia e garantire che le decisioni politiche siano prese in modo responsabile e trasparente.
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